Se i vecchi Carnevali ispirano il presente siete sotto le bandiere gialloverdi

Simona Bombonato / ivreaNon l'avesse mai fatto, Fabrizio Corona. Venire a Ivrea un martedì sera di fine gennaio per iscriversi ai Diavoli come socio sostenitore. E non l'avessero mai fatto, i Diavoli. Darne pubblicamente notizia: «L'ex re dei paparazzi tesserato numero 720». Non che il Carnevale di Ivrea non sia abituato all'arrivo di personaggi noti al grande pubblico. Ma, si sa, di questi tempi l'aria profuma di goliardia e alcuni nomi, forse, si prestano più di altri alle reinterpretazioni fantasiose e agli sfottò. Due settimane dopo, al bar Caffeina, luogo di ritrovo degli Scorpioni d'Arduino, mentre il vicepresidente nonché socio fondatore della squadra, Giancarlo Maffeo, racconta come sarà il Carnevale in giallo-verde, un'arduina al tavolino in pausa pranzo prende la parola trattenendo a fatica le risate. «La cantante dance degli anni Novanta, Corona, ospite da noi per una tre giorni di concerti in piazza Ottinetti? Ma no, è uno scherzo». Appunto. «Si faceva un gran parlare in quel periodo di Fabrizio Corona tesserato nei Diavoli - spiega -. Poi è successo che quelli di Cuj d'al vin si sono inventati la cosa di Mauro Corona, quello che va in tivù con Bianca Berlinguer, fingendo che andasse ospite da loro in occasione dell'apertura della sede per presentare un libro (il titolo tutto un programma: Guida poco che devi bere), e affibbiandogli pure la tessera numero 49. Era uno scherzo, niente di vero, facevano il verso ai Diavoli. Noi abbiamo riso molto, e così abbiamo partorito l'idea di tirar fuori la Corona cantante». «A me hanno chiamato da Pavone per chiedermi il costo del biglietto - aggiunge Maffeo -. Ho risposto, da 5 a 50 a seconda». I giorni filano via veloci verso la battaglia in una piazza Ottinetti che condivideranno ancora una volta con gli amici-nemici degli Scacchi. A giorni, arriveranno i loro abituali ospiti, i Pifferi e tamburi di Saint Tropez, cugini d'oltralpe del gruppo Pifferi e tamburi degli Scorpioni d'Arduino con cui sfileranno per Ivrea. E giungiamo alla serata memorabile di mercoledì 8 febbraio: nella sede di via Peana c'è stata la prima edizione della cena dei dinosauri. Non un amarcord, ma un momento conviviale esteso a tutti coloro che hanno fatto parte dei primi carnevali dal Dopoguerra alla nascita della prime squadre di aranceri, tra gli anni Sessanta e Settanta. Un evento da incorniciare, una prima edizione che sicuramente avrà un seguito. Era un po' il pallino di Maffeo, che infatti l'ha organizzata dopo una gestazione durata un anno e oggi, soddisfatto, scorre i messaggi dei tanti che lo ringraziano per averci creduto. «C'erano tutti, o quasi - precisa Maffeo -. Eravamo una quarantina, peccato per i dieci che non hanno potuto essere presenti a causa di problemi personali e di salute». Il bello che non è stata una serata nostalgica di quelle che ti lasciano addosso un velo di malinconia. Al contrario «abbiamo cantato i canti di Carnevale e abbiamo ricordato mille aneddoti di quegli anni. C'erano i personaggi che hanno fatto i Carnevali del Novecento, gente di 80 anche 90 anni. Fondatori di squadre, cavallanti storici, aranceri sui carri, persone che io da ragazzo (Maffeo ha 69 anni) guardavo con grande ammirazione». Perché cena dei dinosauri? «Perché siamo in via di estinzione - sorride -. Ha funzionato, era da un anno che volevo proporre questa serata. E per invertire i ruoli per una sera ci siamo fatti servire. Ai fornelli Daniele Finotto e la Mugnaia 1984 Daniela Morbelli, ai tavoli ha servito suo marito Giancarlo Masseroni, storico cercamugnaie».Quest'anno i gialloverdi Arduini si presentano con un numero di iscritti stabile rispetto al passato (450-500). «Avevamo già posto un limite quando ci eravamo resi conto che il Carnevale stava diventando la sagra delle arance - osservano Maffeo e Silvio Lesca, il presidente - Da sempre sosteniamo che vadano ridimensionati i numeri anche dei carri». --