Parrucche e giochi di magia per riportare il sorriso
Simona Bombonato / ivreaC'è molto di più dietro un naso rosso e un paio di braghe oversize. «Ci osservano rapiti, i nostri anziani delle case di riposo. Alla fine i più diffidenti ci baciano le mani e ci chiedono quando torniamo a fare i nostri numeri di magia. E quando ci sanno in arrivo ci aspettano davanti alla finestra. Finiamo le due ore di servizio così, stanchissimi, ma felici». Perciò non chiamateli pagliacci. «Noi siamo i clown dottori di Ivrea, i Nasi per caso». In attesa che vada in porto la convezione con l'AslTo4 che li porterà in alcuni reparti dell'ospedale di Ivrea (così come si era a un passo dal fare prima che esplodesse la pandemia), I nasi per caso fanno volontariamente un servizio dietro l'altro nelle Rsa di mezzo Canavese. E in occasione di grandi eventi pubblici vanno nelle piazze per raccogliere fondi utili a mantenere la nuova sede di corso Vercelli, come a sostenere le spese per l'acquisto degli attrezzi da lavoro, che nel loro caso corrispondono a bolle di sapone, palloncini, trucchi, marionette, nasi, camici colorati, giochi di micromagia. Raccolte fondi on the road con le quali vanno anche a finanziare il progetto di solidarietà che hanno aperto in quel momento, come quando ai tempi del Covid hanno regalato a una Rsa un interfono che permettesse la comunicazione tra ospiti e familiari attraverso un foglio di plexiglass; oppure quando hanno acquistato delle aste porta flebo a forma di animali con le ruote, per i bambini ricoverati in ospedale. Insomma, ce ne sono di cose da organizzare adesso che finalmente le restrizioni imposte dalla pandemia sono solo un ricordo. «Come associazione di Ivrea siamo nati proprio alla vigilia di quel terribile periodo, nel 2019», iniziano a raccontare la presidente, Cristina Clemente, 46 anni, impiegata di Borgofranco, e Maria Grazia Vecchini, 60 anni, di Ivrea. Colleghe nei Nasi e amiche nella vita, Cristina e Maria Grazia fanno parte dei sei da cui è partito tutto. «Volevamo proporre a Ivrea una realtà simile a quella del Biellese in cui abbiamo cominciato e ci siamo diplomati noi sei promotori. E così a ottobre 2019 ha esordito il primo corso per clown dottore. Ne abbiamo sfornati venti, ma a inizio anno, proprio quando dovevano decollare le attività sul campo, l'Italia è stata chiusa per Covid». Cosa che i Nasi per caso hanno cercato di "aggirare", dopo un primo momento di scoramento, proponendo animazione in giardino per spettatori a debita distanza. Leggi: numeri di micromagia sotto le finestre delle case di riposo. Ora sono 26, età variabili dai 35 ai 70 anni. Insieme formano una squadra affiatatissima che dietro parrucche e nasi rossi vede spremersi di energie insegnanti, magazzinieri, operai, impiegati, ex vigili urbani. Il corso di formazione per la figura di clown dottore dura 150 ore. A Ivrea si era tenuto nella sede di Infermieristica, con una seconda tranche di lezioni a Salerano. Tra le materie, psicologia, improvvisazione teatrale, micromagia, persino lo yoga della risata necessario a cimentare l'affiatamento. Docenti lo psicologo clinico Massimo Stellatto, di Parella, e il comico di Zelig Gianpiero Perone. Dopo di che si fanno due, tre uscite come tirocinio. Per chi fosse interessato, in autunno partirà il secondo corso. --