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Il raccontoGrazia Longo / RomaSarà scontro duro ma non guerra aperta tra il Viminale e la Geo Barents, l'imbarcazione di Medici senza frontiere, che domani pomeriggio arriverà al porto di La Spezia con a bordo 237 persone. La nave, che ha effettuato tre salvataggi al posto dell'unico consentito dal nuovo decreto immigrati, dovrà infatti pagare una multa di 10 mila euro e sarà sequestrata per venti giorni, ma almeno potrà attraccare al porto. Una "concessione" nonostante il decreto voluto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi preveda che «le navi ong potranno raggiungere l'Italia solo se il porto di sbarco assegnato è raggiunto senza ritardo per il completamento dell'intervento di soccorso». Ma una volta provveduto alla discesa dei migranti si procederà ad applicare per la prima volta la norma contro le Organizzazioni non governative. «Non si vieterà ai migranti di lasciare la nave - confermano dal Viminale - ma poi si valuterà se la nave di Medici senza frontiere ha rispettato o meno le prescrizioni del decreto legge che impongono di raggiungere senza ritardo il porto indicato». E poiché così non è stato scatteranno le sanzioni. I minori a bordo sono 87, di cui 74 non accompagnati, e sono ben 22 le nazionalità di provenienza dei 237 profughi. Domenica, invece, arriverà al Porto di Carrara la nave Ocean Viking. «Si tratta di 1.500 chilometri di distanza dalla zona delle operazioni, che comportano una navigazione di tre giorni ed espongono donne, uomini e bambini a onde, pioggia, vento e freddo». Lo scrive in un tweet la Ong Sos Mediterranée, che nelle ultime ore ha messo in salvo 95 migranti nel Mediterraneo. La sindaca di Carrara, Serena Arrighi, dichiara: «I minori saranno trasportati in apposite strutture di accoglienza, mentre gli altri resteranno alla Imm-CarraraFiere dove un padiglione sarà allestito ad hoc per un breve transito prima che vengano assegnati ad altri centri».Intanto il governatore della Liguria Giovanni Toti è ottimista sul funzionamento della macchina operativa per l'accoglienza della Geo Barents: «Sarebbe immorale non dare un po' di respiro ai porti del Sud Italia, quelli più oberati dal flusso migratorio. Dopo anni in cui non ci sono stati più arrivi nella nostra regione, credo che i numeri di cui stiamo parlando siano assolutamente gestibili e sono certo che tutto andrà per il meglio, senza ricadute negative sulla città della Spezia. Queste persone sbarcheranno, saranno visitate, poi trasportate alle loro destinazioni in pullman».Decisamente più perplesso è, invece, il sindaco di La Spezia Pierluigi Peracchini. In una lettera al ministro Piantedosi ha scritto: «La Spezia non può garantire ospitalità al cospicuo numero di persone sempre in aumento oggetto dell'emergenza umanitaria in corso. In particolare se questo coinvolge un'ingente presenza di soggetti minorenni». Il primo cittadino fa poi riferimento alle strutture socio-sanitarie e del tessuto di assistenza sociale, «oggettivamente sature». E ricorda che «è stato abbattuto uno degli ospedali cittadini, creando una carenza di 300 posti letto, e quindi il nostro sistema sanitario potrebbe non essere in grado di sopperire a prevedibili esigenze straordinarie, in attesa della costruzione della nuova struttura sanitaria», il nuovo ospedale del Felettino, atteso non prima del 2027. --© RIPRODUZIONE RISERVATA