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Rick Mave / BakhmutNell'ultimo mese, la battaglia per la città di Bakhmut, controllata ancora dall'esercito ucraino, è diventata cruciale nel conflitto che dura ormai da quasi un anno. La conquista della città sarebbe fondamentale per Putin da un punto di vista simbolico e politico, molto meno da un punto di vista strategico probabilmente. Riuscire a issare la bandiera russa nella città acquieterebbe molti malumori interni alla Russia e, nel contempo, alimenterebbe l'epica dell'operazione speciale che tanto sta costando ai russi in termini economici e di vite umane. Dopo la conquista di Soledar i mercenari del gruppo Wagner con il supporto dell'artiglieria russa hanno aumentato prepotentemente la pressione sulla città di Bakhmut su più fronti. La spinta da Sud, al momento, sembra essere quella più efficace, i mercenari sono a due chilometri dalla città. Dopo aver conquistato, ieri, il villaggio di Klishchiivka, i russi stanno cercando di raggiungere il villaggio di Ivanivske, che è sotto intensi bombardamenti, con l'obiettivo di accerchiare la città e occupare l'arteria stradale principale che la collega a Kramatorsk passando per Kostantinivka. Il gruppo Wagner è una compagnia militare privata composta da mercenari e galeotti, guidata dall'oligarca Yevgeney Prigozhin, confidente di Putin, che si finanzia con lo sfruttamento di miniere d'oro in Africa - soprattutto in Sudan, terzo produttore d'oro dell'Africa dopo Ghana e Sud Africa - attraverso abusi e corruzione politica. I mercenari di Prigozhin sono stati accusati di crimini di guerra per aver commesso atrocità e violazioni dei diritti umani in operazioni militari in tutto il mondo. Gli Stati Uniti hanno definito il gruppo come «un'organizzazione criminale transnazionale» e inflitto sanzioni economiche.La guerra attualmente in corso intorno a Bakhmut continua a esigere un pesante tributo di vite da entrambe le parti. La recente conquista di Soledar è stata ottenuta dal gruppo Wagner in gran parte utilizzando tattiche di attacchi a ondate altamente logoranti, che hanno avuto un costo enorme in termini di vite umane. Dal settembre 2022 Prigozhin si reca nelle carceri russe per reclutare costantemente nuovi mercenari con la promessa per chi si arruola di riacquistare la libertà dopo sei mesi di guerra, in realtà molti moriranno prima. Il successo del gruppo Wagner dipende dal supporto dell'artiglieria dell'esercito regolare russo e dalla disponibilità di Prigozhin a sacrificare le nuove reclute in attacchi volti a rivelare le posizioni avanzate ucraine. I racconti dei militari ucraini descrivono combattimenti che ricordano la guerra di trincea della Prima guerra mondiale. La prima ondata di attacchi è composta dalle nuove reclute con equipaggiamento sovietico di base, il loro compito è determinare esattamente dove siano gli ucraini e individuare cosa abbiano in ogni posizione, se si tratta di cecchini, mitraglieri o mortai. Si muovono solo in una direzione, direttamente verso le posizioni ucraine, vengono uccisi a dozzine. Carne da macello. Morti e feriti - che moriranno di freddo o per dissanguamento - che nessuno va a recuperare sul campo di battaglia. Poi arriva una seconda ondata con soldati meglio attrezzati che si muovono in diverse direzioni e avanzano con una strategia ben precisa supportati dall'artiglieria russa, mentre gli ucraini si ritirano dalle proprie linee di fuoco. Il presidente ucraino Zelensky ha affermato che la Russia nel suo assalto a Soledar ha avuto migliaia di morti tra le sue truppe, aggiungendo: «L'area vicino a Soledar è ricoperta di cadaveri degli invasori. Ecco come appare la follia». La follia è ovunque per le strade deserte di Bakhmut, ha la voce dei colpi dell'artiglieria che colpisce in tutte le direzioni, la faccia sfregiata dei palazzi sventrati e delle strade bucate, ha la fame e il freddo di tutti i disperati che troviamo nei centri umanitari. Oggi nevischia, ci sono zero gradi, camminiamo in strada tra le macerie, nascosti in ogni scantinato e a ogni blocco di appartamenti vi sono i militari ucraini, il fumo delle canne fumarie ce ne segnala la presenza. Di civili in strada ce ne sono pochissimi, continuano le evacuazioni in città, tra i pochi rimasti alcuni aspettano i russi, ognuno ha le proprie motivazioni per rimanere o ritornare, come una signora arrivata da pochi giorni da Kryvy Rih perchè - dice - aveva finito i soldi. Si prega tra i civili nei centri umanitari così come negli scantinati tra i volontari prima di partire per effettuare un'evacuazione. Agli angoli delle strade o sotto i ponti, in punti concordati, vi sono le autoambulanze militari, in attesa che fuoristrada tutti infangati sgommando a tutta velocità vadano lì a scaricare i soldati feriti sui campi di battaglia da portare nel più vicino ospedale. Quello militare di Bakhmut è stato chiuso, era ormai troppo vicino alla linea del fronte. Incontriamo un battaglione ucraino delle forze speciali, manovrano un drone e hanno posizionato a terra un mortaio per colpire le posizioni russe che vedono a due chilometri a Sud. Non riescono a farlo tornare, poi d'improvviso lo recuperano con un atterraggio di fortuna, cade su un albero. Sono state preparate le trincee all'interno della città, scavate tra il cemento delle strade, tra i palazzi, nei parchi. Scritte inneggianti all'esercito ucraino, bandiere e murales del comandante in capo delle forze armate ucraine Zaluznyj capeggiano sui palazzi sfigurati dalle schegge delle bombe.Si marca il territorio, segno che il nemico è vicino. Un uomo, in strada, mostra a un militare la scheggia che gli ha colpito l'auto danneggiandogli il parabrezza. Le case disabitate e distrutte raccontano la tristezza dell'abbandono improvviso, una tenda bianca impigliata tra gli alberi sventola al vento in segno di resa. --© RIPRODUZIONE RISERVATA