L'appello di Polenta e merluzzo «Sosteneteci in questa ripartenza»

IVREA Avrà inizio la prossima settimana la questua del Comitato della Croazia, con la vendita dei buoni per la Polenta e merluzzo 2023, che si terrà mercoledì 22 febbraio. Gli amici della Croazia sono pronti, dunque, a scendere in pista, come tutti gli anni, animati dal consueto entusiasmo e dalla dedizione con la quale contribuiscono in modo importante al Carnevale. Impossibile immaginare la manifestazione senza la loro presenza, anche fisica, alla Riappacificazione sul Ponte vecchio e senza quella mattinata delle Ceneri, che altro non è se non l'atto conclusivo e culminante di un impegno non indifferente e, come accaduto con la manifestazione bloccata nel 2020 dalla pandemia, gravoso anche dal punto di vista finanziario. Il Comitato è l'unica tra le Componenti ad aver subito una perdita economica assoluta a causa della pandemia e lo raccontano il Bano, Giuseppe Saccuman, il suo vice, Claudio Specola, e Mauro Almonte, membro del direttivo, ritrovatisi in sede per fare il punto della situazione. Che inizia con il mostrare una fotografia emblematica, scattata nel pomeriggio della domenica del Carnevale 2020, quando il diffondersi del Covid19 decretò la sospensione improvvisa della manifestazione: «L'immagine -indicano - raffigura i tavoli della cucina coperti da una montagna di merluzzo, già dissalato: una quantità enorme come enorme fu il colpo ricevuto alla notizia che l'appuntamento con il nostro piatto tradizionale della Quaresima sarebbe saltato. Fu terribile, anche perché, ci ritrovammo con 850 chili di merluzzo che non si sarebbe potuto cucinare, oltre a una tonnellata di cipolle già pulite e a 7 quintali di olio. Non avendo ancora iniziato le operazioni di sfilettatura, che solitamente si svolgono alla sera, fummo in grado di congelare tutto il pesce, mentre in due momenti differenti, a seconda della deperibilità, ci trovammo a regalare cipolle e olio. Più volte sperammo di poter riproporre il nostro piatto in un momento di festa svincolato dalla manifestazione, fino a quando, dopo esserci consultati con l'Asl, ci dovemmo rassegnare a eliminare anche il pesce congelato».Questa, per sommi capi, la vicenda che, in termini di costi si tradusse così: circa 9.000 euro il costo del solo merluzzo, senza contare quello di cipolle e olio; 250 euro, oltre al trasporto, per il trattamento di congelamento mediante abbattitore, effettuato da una ditta di Fossano; 50 euro al mese per quasi un anno, per l'affitto della cella frigorifera, a Candiolo, dove stoccammo il pesce congelato; 300 euro per l'analisi sullo stato, richiesta dall'Asl stessa, che poi ci indusse a conferirlo a una azienda di cibo per gatti, in modo da evitare almeno i costi di smaltimento (la ditta aveva promesso, in cambio, una somma non specificata per aiutare nelle spese, ma fino a oggi non ha dato un centesimo). A questa perdita secca vanno aggiunte, saltati altri due Carnevali, le spese per due anni di affitto della sede, con relative utenze, e dell'assicurazione. Nessun introito, ovviamente, e un passivo di oltre 15.000 euro. «Tutto questo - aggiunge il Bano Saccuman - con le casse semivuote, in quanto avevamo appena estinto il mutuo per la cucina nuova. Un'autotassazione e l'aiuto di Tuchini e Croass ci hanno permesso, successivamente, di tamponare la situazione, tuttora precaria. A differenza delle fagiolate, però, che nel 2020 sono riuscite a cucinare i loro fagioli e a distribuirli a quanti avevano acquistato i buoni, noi ci troviamo nella condizione di non aver potuto preparare polenta e merluzzo, ma di essere stati costretti, come sempre, a impiegare il denaro raccolto per pagare i fornitori. Per questo chiediamo lo sforzo a quanti amano il nostro piatto e il Comitato della Croazia, di contribuire nuovamente alla questua, acquistando nuovi buoni e, magari contribuendo con offerte che ci aiutino a superare questo difficile momento». Tutte le persone facoltose o meno che affermano di amare il Carnevale, possono, dunque, farsi avanti per sostenerne un elemento imprescindibile. --FRANCO FARNÈ