Muore dopo la caduta in casa Addio a Blefari, era il "bomber"
Mauro Giubellini / BANCHETTEImpossibile raccontare in poche righe la vita di Fabio Blefari, 47 anni, e condensare il ricordo di chi lo ha conosciuto sui campi di calcio, sul lavoro, nei momenti dell'impegno e in quelli dello svago.Una persona solare, generosa, intelligente, straordinaria: sono gli aggettivi più gettonati ed espressi con sincerità. Lui, campione in campo e nella vita, è stato vittima di un malore sabato mattina. Era in casa. Stava facendo un trasloco. È caduto a terra e a nulla hanno potuto i tentativi di rianimarlo. È stato portato in ospedale, ad Ivrea, ma non ha più ripreso conoscenza. È mancato lunedì 9. Padre di due figli a cui era legatissimo, Matteo di 19 anni e Rebecca di 15, da anni viveva solo. I suoi ragazzi sono straziati dal dolore e a parlare con voce rotta dal pianto sono la mamma Fiorella Giorio Rovina e il fratello Simone : «Il nostro Fabio era il suo sorriso. Ti rapiva, ti scaldava, di faceva amare la vita». Fabio Blefari, elettricista in una azienda eporediese, è stato un talentuoso giocatore: col numero 10 sulla schiena, per tutti, era "il bomber". Sua la firma nel campionato 2009/2010 del passaggio dalla Seconda alla Prima categoria del suo Banchette.Il dirigente Beppe Varsalona racconta: «Stagione fantastica e lui era un fuoriclasse. Un leader in campo e nello spogliatoio. Segnò 12 reti e non perdemmo mai un incontro. Tra i suoi compagni di squadra di quelle due stagioni c'erano Vascher, Piotto, Migliorin, Grosso, Revello, Mornata, Fabio Masi, Gianmarco Enrico e Pesce, era un gruppo straordinario». In campo Fabio Blefari era veloce come le moto che amava guidare. Gol a grappoli e tanto fosforo. Giocò con Strambinese, Loranzè e Lessolo. A Samone raccontano ancora di una rete che segnò partendo dalla sua area e dribblando l'intera squadra avversaria. «Non poterti parlare, sentirti, abbracciarti è per noi una punizione - ha scritto in un toccante messaggio il fratello Simone - Ora guardo il cielo e vedo il tuo sorriso. Veglia sul nostro cammino. Ci manchi, campione». --