Il debutto del Podestà E ai Tre Re don Agrano legge una sua preghiera

IVREAÈ stato Piero Groia, per la prima volta magnifico Podestà, ma forte di un curriculum carnevalesco di tutto rispetto, l'assoluto protagonista della prima parte del pomeriggio dell'Epifania. Giunto in piazza di Città alle 14 in punto, fedele alla tradizione che lo vuole giunto da "fuori le mura", il Podestà è stato accolto dai Credendari che gli hanno fatto dono del pane e del sale. La cerimonia del suo giuramento, alla presenza di Federico Rudi Bonino, procuratore e notaio del libero comune di Yporegia, l'ha quindi visto essere elogiato nel proprio ruolo di "persona capace et sperimentata, dalle riconosciute ottime qualità", e nominato Podestà, "sovra la rosa delle persone a ciò candidate per ben asservire al suddetto ufficio". Tutto il gruppo in abiti medioevali, al suono dei tamburi, si è poi incamminato alla volta del Monte Stella. Lungo il tragitto il corteo è andato via via raccogliendo pubblico ed è stato accompagnato alla cappella dei Tre Re da una piccola folla che ha affrontato con lui la salita dell'antico monte Pautro. Per quanto indovinatissima la scelta, nel 2013, di spostare la cerimonia medioevale al pomeriggio perché non fosse penalizzata dalla concomitanza con la presentazione del nuovo Generale, essa risente ancora, in termini di pubblico, del troppo breve lasso di tempo dalla fine dell'appuntamento precedente al proprio inizio: troppa gente è, infatti, ancora a pranzo, e solo gli irriducibili della manifestazione si affrettano per assistervi. L'anticipare di almeno mezz'ora la presentazione del Generale, potrebbe, forse, portare a una rivalutazione ulteriore, nel tempo, di una tra le più significative e suggestive cerimonie carnevalesche, in uno dei luoghi più belli della città. Sul breve sagrato a belvedere della cappella dei Tre Re, ad accogliere il Podestà con il seguito di Credendari e di pubblico è stato don Piero Agrano, parroco di San Lorenzo, indosso un bellissimo piviale riccamente decorato con ricami. Tutti insieme sono quindi entrati nel piccolo edificio sacro dove, "secondo gli antichi voti, confermati nel 1585 e nel 1630, il Podestà e i Credendari vi si recavano in pubblica forma, nel dì dell'Epifania, per donare, nella messa solenne, tre torce di cera bianca, ciascuna di una libbra e mezza". Lì, don Agrano ha letto una preghiera da lui stesso composta per tradurre la cerimonia da appuntamento simbolico e legato alla tradizione folclorica, a momento di fede che è poi la sua accezione più autentica: «O Dio onnipotente, Padre buono, ti preghiamo di benedire questi ceri che, per antica tradizione, sono offerti oggi nella solennità dell'Epifania nell'antica cappella dedicata ai Tre Re, i santi magi che, sotto la guida di una stella, hanno cercato il tuo figlio, nato a Betlemme, lo hanno riconosciuto e adorato e gli hanno portato i loro doni. Fa' che questa offerta votiva manifesti il desiderio di quella luce che hai fatto brillare nel mondo con l'invio del tuo Figlio Gesù. Fa' che il rito che oggi compiamo ci restituisca il senso autentico di antiche tradizioni che ci sono state consegnate e che oggi riviviamo, dei valori che esse contengono e ci ripropongono. E tu, Madre di Dio che hai presentato il tuo Figlio, Gesù, ai Magi venuti da lontano, rendili capaci di accoglierlo anche oggi, nella fede. Ti chiediamo, ora, di porre sotto la tua protezione materna le manifestazioni del prossimo Carnevale, e anche le vicende, i problemi, le speranze della nostra città. Amen».Al termine, tra gli applausi rivolti al Podestà Groia e ai Credendari, il corteo storico ha quindi raggiunto piazza Ottinetti dove si è unito ai Pifferi e, preceduto dalle bandiere delle parrocchie e dai vessilli delle squadre degli aranceri, si è mosso verso la rocca della città, alla volta della cattedrale, per l'incontro con il vescovo di Ivrea. --Franco Farnè