Torna la voglia di fare regali Sotto l'albero cibo e abbigliamento

IvreaNatale cambia il volto delle città. Luci e vetrine sfavillanti con il rosso e il dorato a impreziosirne i decori, persone che riempiono le strade, borse da shopping piene di oggetti che trascendono la loro materialità per divenire dichiarazioni di affetto, pensieri di gratitudine dispensatori di sorrisi ricambiati.Anche le vie di Ivrea appaiono popolate come da tempo, un tempo reso quasi immemorabile dalle angosce vissute negli ultimi due anni, non lo erano più state. «Dopo un inizio in sordina vedo tanta gente in giro, tante borse, i negozi gremiti: finalmente ci si dedica ai regali - è il commento della presidente di Ascom Ivrea e Canavese Luisa Marchelli mentre osserva il via vai in via Palestro -. I negozianti ci hanno manifestato la loro soddisfazione per una ritrovata atmosfera del Natale commerciale che fa ben sperare per il rush finale negli acquisti. Per questa annata ci aspettavamo una tendenza verso regali nel settore alimentare e, invece, tutti i generi merceologici stanno andando alla grande: gioiellerie, abbigliamento, che era in sofferenza negli ultimi anni, accessori. La città si sta impadronendo nuovamente della sua naturale vocazione di centro del commercio».Un genere di regalo spesso alternativo e decisamente ragionato è quello che si acquista in erboristeria e Chiara Pisano, titolare di Dulcamara, lo conferma: «Viviamo giornate positive e quest'anno assistiamo a scelte dettate dalla sensibilità: non si fanno pensierini ma piuttosto regali più completi e sostanziosi». Pisano azzarda un'ipotesi per questo trend: «Se i due anni della pandemia da un lato ci hanno impedito di socializzare in gruppo, da un altro hanno fortificato legami con poche e importanti persone. Inoltre ci siamo recentemente trasferiti all'inizio di via Palestro e questo potrebbe portare un nuovo tipo di clientela». Due gli articoli le cui vendite sono trainanti: tisane e candele. Al mercatino di piazza Freguglia fanno bella mostra, sul banco de L'orto di Andrea, semplici e al contempo invitanti cestini colmi di prodotti di questa azienda agricola calusiese. «Temevo che i rincari dell'energia influissero negativamente sugli acquisiti, osservo invece che la gente regala volentieri generi alimentati di cui conosce la qualità - afferma Andrea Capella, il titolare -. Spaziamo da pensierini sotto i 10 euro fino a cesti intorno ai 60, per regali più importanti, che spesso confezioniamo con articoli indicatici dal cliente. Dopo tanti mesi di sacrifici e rinunce c'è voglia di tornare a vivere il Natale com'era prima della pandemia».I regali sono vari per genere merceologico, fascia di prezzo, importanza che si vuole dare al dono. Diversi sono gli approcci fra coloro in cerca di essi. «In famiglia viviamo la tradizione dei doni con semplicità, scambiandoci tanti piccoli oggetti confezionati con grande cura dai negozianti - racconta Vincenzo Gurgone, che poi muove una critica al mercato -. Girando per i banchi rilevo una bassa qualità della merce in vendita e sarebbe opportuno inserire anche banchi rosticceria che offrano cibo già pronto. Noto comunque un positivo risveglio della città».Va dritto all'essenza Paolo Ghiggio: «I regali devono sempre essere mirati e utili e rappresentano una maniera per ribadire l'amicizia che ci lega a chi ci sta a cuore, li seleziono quindi con cura badando al pensiero piuttosto che al valore. Spazio nelle mie scelte su tutti i generi perché la conoscenza dei destinatari mi consente di orientare i miei acquisti tenendo conto delle loro passioni ed esigenze».Originale l'approccio di Gabriella Nobile: «Amo ricercare, durante i miei viaggi, piccoli oggetti, ricordini, attinenti al Natale da regalare per essere usati come decori sull'albero. Le mie scelte sono comunque sempre guidate dall'affetto verso le persone care e fatte in base a quanto ho colto dei loro desideri. Mi muovo su tutti i generi e quelli alimentari sono sempre facilmente fruibili e utili». --Paolo Airoldi