Attacco in Russia, esplosione a Kursk e Zelensky va tra i soldati nel Donbass

il casoGiuseppe Agliastro / MoscaUn terzo aerodromo sarebbe stato colpito in Russia: all'indomani delle esplosioni in due basi aeree che secondo alcuni analisti dimostrerebbero che le forze armate ucraine sono militarmente capaci di colpire in profondità in territorio russo, il governatore della regione di Kursk ha dichiarato che un attacco di droni ha mandato in fiamme un deposito di petrolio in un aeroporto della zona. «Non ci sono vittime», dice il governatore Roman Starovoyt. Mosca non ha accusato Kiev per l'esplosione di Kursk, non molto lontana dal confine con l'Ucraina. Distano invece centinaia di chilometri dal fronte gli aerodromi militari delle regioni di Ryazan e Saratov che secondo Mosca due giorni fa sarebbero stati presi di mira da droni ucraini «di fabbricazione sovietica» in un'incursione in cui avrebbero perso la vita tre persone e sarebbero stati danneggiati due aerei da guerra. Kiev non ha rivendicato i presunti attacchi ma se a colpire così in profondità sono state davvero le truppe ucraine, l'esercito russo si è scoperto vulnerabile. Lunedì le forze russe hanno di nuovo lanciato missili sull'Ucraina in quello che pare l'ennesimo bombardamento per lasciare al buio e al gelo la popolazione. Per stabilizzare la rete elettrica, in Ucraina si ricorre alle interruzioni d'emergenza dell'energia, mentre a Kiev circa metà della regione è senza luce. I combattimenti più cruenti adesso si registrano nel Donbass, ed è proprio lì che ieri il presidente ucraino Zelensky ha incontrato alcuni soldati e ha dichiarato che «il percorso verso l'indipendenza» dell'Ucraina «passa da Donetsk e Lugansk libere e naturalmente dalla Crimea». Parole che suonano come una risposta a Putin, che il giorno prima era apparso al volante di una Mercedes mentre attraversava il ponte che collega la Russia alla Crimea, annessa illegalmente da Mosca nel 2014. Il ponte è ora in fase di riparazione dopo che a ottobre è stato danneggiato da una violenta esplosione per la quale la Russia accusa le forze ucraine.A marzo la tv indipendente Dozhd fu costretta a chiudere i battenti in Russia e riprese poi a trasmettere dalla Lettonia. Ieri però Riga ha revocato la licenza al canale accusandolo di contenuti che a suo dire sosterrebbero l'invasione dell'Ucraina e denunciando «minacce alla sicurezza nazionale». Ma secondo Dozhd si tratta di imputazioni «ingiuste e assurde». «Privare Dozhd della sua licenza aiuta solo Putin», ha commentato Kira Yarmish, la portavoce del rivale numero uno di Putin in carcere per motivi politici Alexey Navalny. --© RIPRODUZIONE RISERVATA