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Quota 103, o la "pensione anticipata flessibile", com'è ribattezzata dalla legge di bilancio, consente l'uscita con 41 anni di contributi ed un minimo di 62 anni d'età, ma fissa un paletto importante: un tetto agli assegni che - fino al raggiungimento dell'età pensionabile secondo la Fornero (67 anni d'età oppure 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne) - non può superare cinque volte il valore delle minime, ovvero 2.620 euro lordi. In più, gli assegni non potranno essere cumulati con altri redditi da lavoro occasionale oltre il limite dei 5mila euro. Le finestre d'uscita previste sono di tre mesi per i lavoratori privati e di sei per quelli pubblici. I soggetti che avranno maturato i requisiti il 31 dicembre di quest'anno dovranno attendere il pensionamento ad aprile 2023 - se dipendenti privati - o agosto del 2023 se statali. Chi nel settore privato sarà in possesso dei requisiti di Quota 103 e deciderà di restare al lavoro beneficerà in busta paga di un bonus del 9,19%. Va sottolineato però che l'importo della pensione rimarrà quello maturato al momento del raggiungimento di Quota 103, con la sola aggiunta della rivalutazione. Nel capitolo previdenza trova spazio l'incremento della pensione minima, che da 525 salirà a 570 euro. -- L. Mon.© RIPRODUZIONE RISERVATA