Patrizia Antonicelli a Ivrea racconta a Eporedia New la figura del padre Franco
IVREA Nuovo incontro letterario a Eporedia New, l'atelier dell'artista Daniela Borla, in via Arduino 37, che, sabato 19, alle 17, ospiterà Patrizia Antonicelli, figlia di Franco (1902-1974), che fu precettore del piccolo Gianni Agnelli e, in seguito, saggista, giornalista ed editore indipendente, poeta, militante antifascista e presidente del Cln. Patrizia racconterà la figura indimenticabile del suo celeberrimo padre e lo farà conversando con il giornalista Bruno Quaranta, autore, di recente, della prefazione al volume D'improvviso l'Italia, edito da Passigli, raccolta di articoli di Antonicelli.Patrizia, spiega il profilo biografico pubblicato su Archos-Archivi della Resistenza e del '900, è nata a Sordevolo, in provincia di Biella, nel 1941. Parte dell'infanzia la conduce anche nella villa del nonno materno Annibale Germano divenuta, negli anni del fascismo, un luogo di ritrovo tra studiosi e intellettuali antifascisti e dove il padre, Franco Antonicelli, incontrò la figlia di Germano, Renata che sposò ad Agropoli nel 1935. Trasferitasi a Torino studia al Liceo classico D'Azeglio e si laurea in Scienze politiche con una tesi sulle Casse di Mutuo soccorso con il professor Alessandro Galante Garrone. Nel 1972, fonda una società di consulenza in proprio e con dei soci dà vita ad una importante realtà di consulenza di comunicazione italiana. Per 5 anni lavora a Londra, prima nella comunicazione e poi, seguendo i suoi interessi in un campo diverso, aprendo una galleria di arte nativa americana antica e contemporanea. Rientrata a Milano apre lì e poi a Roma una nuova società di consulenza di comunicazione per un gruppo americano. Nel 2003, lascia il mondo imprenditoriale e si trasferisce a Santa Fe, nel Nuovo Messico, per approfondire la conoscenza delle culture native e apre una società incoming di turismo culturale nell'Ovest americano. A fine 2017 rientra in Italia e si stabilisce a Torino. Un incontro imperdibile, dunque, per cogliere da un'angolazione inedita ed eccezionale la figura e l'opera di un uomo straordinario, a partire da quando fu il primo a cogliere il valore e a pubblicare, nel 1947, con la sua piccola casa editrice De Silva, Se questo è un uomo di Primo Levi, che era stato rifiutato da Einaudi. Un racconto, quello di Patrizia Antonicelli, che non trascurerà, ovviamente, gli aneddoti e la mitologia famigliare, a completare il ritratto di un intellettuale che la Torino antifascista ha considerato, a buon diritto, una sorta di monumento. --