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QUINCINETTO L'alto profilo del dibattito pubblico, incentrato sui temi del lavoro e della formazione, che si è tenuto lo scorso sabato nel salone Dante Conrero a Quincinetto, si è tradotto in nuove iscrizioni da parte dei Comuni canavesani all'Associazione piccoli Comuni Italia 2026. Dopo Borgofranco, Pavone, Quincinetto, Burolo e Caluso, ha presentato richiesta di adesione anche il sindaco di Ivrea Stefano Sertoli. «Abbiamo iniziato un percorso di condivisione - osserva Fausto Francisca, sindaco di Borgofranco e segretario di Italia 2026 - che vede i sindaci e il territorio protagonisti di un cambiamento che parte dalla partecipazione dal basso, per comprendere e conoscere le complesse dinamiche di una società globalizzata e interconnessa. Per valorizzare e proteggere il nostro territorio dobbiamo pensare e guardare ai massimi sistemi. Diversamente noi piccoli Comuni saremo relegati all'irrilevanza». L'incontro di Quincinetto, dal titolo "L'idea d'Italia e di mondo" è il primo di una serie di eventi che Italia 2026 intende promuovere sul territorio con l'obiettivo di ridurre le distanze non solo tra il legislatore nazionale e la politica locale, ma anche tra il territorio e la società civile, superando la logica dei gruppi sociali chiusi in compartimenti stagni che non dialogano e perseguono solo gli interessi di parte. «In questo senso - sottolinea Cristina Del Tutto, presidente di Italia 2026 e moderatrice del dibattito - ci poniamo come un laboratorio di idee e opportunità che vuole mettere insieme competenze, esperienze e conoscenze per valorizzare il territorio» .Gli interventi dei relatori sono stati quindi incentrati sulle criticità da superare per creare sviluppo e occupazione, a cominciare dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha ricordato le opportunità del Pnrr: «Una potenza di fuoco, cinque volte superiore al Piano Marshall che fece uscire l'Italia dalla distruzione della guerra, facendola diventare la sesta potenza industriale nel mondo». Per proseguire con la sottosegretaria all'Università e ricerca, Augusta Montaruli, il presidente della Commissione politiche Ue alla Camera dei deputati, Alessandro Giglio Vigna, l'onorevole Daniela Ruffino, il senatore Enrico Borghi, Angelo Deiana, economista e presidente di Confassociazioni, Gianni Alemanno, presidente dell'Istituto tributaristi italiano, di Federico Riganti, docente dell'Università di Torino e membro dell'istituto Bruno Leoni, di Andrea Notari, presidente del Gruppo giovani imprenditori di Confindustria Piemonte, di Massimo Tedeschi, presidente dell'Associazione europea Vie francigene, e gli imprenditori canavesani Ciro Pagano, amministratore delegato di Ergotech e Flavio Bertino, presidente di Cogeis spa.«Il Piemonte va meglio di altri rispetto alla tenuta -ha sottolineato Notari -. Il problema è la redditività delle imprese che si sta assottigliando e con essa la capacità di investire nella ricerca. Ma un'azienda che non investe limita il futuro del Paese. Al Governo abbiamo chiesto il taglio del cuneo fiscale che andrebbe ad avvantaggiare sia l'impresa che il lavoratore in busta paga». Tra le lacune della crescita ha evidenziato quella della formazione: «Le aziende - ha aggiunto - hanno mancanza di personale, eppure la disoccupazione giovanile è al 30%. Questo significa che la scuola non offre un'adeguata preparazione. Occorre quindi che il Governo investa nel sistema scolastico, a partire da un buon orientamento». --l.m.