Frana dei Chiappetti e nucleare a Mazzè i dossier al Ministro

QUINCINETTO I più importanti dossier del Canavese, dal completamento dei lavori per la messa in sicurezza dell'abitato di Quincinetto e dell'autostrada Torino-Aosta, nel tratto dove incombe la frana in località Chiappetti, al deposito nazionale di scorie radioattive, che vede tra i sessanta siti individuati da Sogin in Italia l'area To10 tra Mazzè e Caluso, sono sulla scrivania del neo ministro all'Ambiente e alla sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin (Forza Italia), ospite lo scorso sabato nel salone Dante Conrero di Quincinetto, in occasione di un dibattito pubblico, promosso e organizzato dall'Associazione piccoli comuni Italia, dal titolo "L'idea d'Italia e di mondo". A margine del suo intervento, sollecitato dal sindaco di Quincinetto Angelo Canale Clapetto, il ministro ha promesso di intervenire per sbloccare l'iter e far ripartire i lavori (manca la firma di Ativa). Medesima promessa per il deposito nazionale di scorie radioattive, di cui si attende la pubblicazione della carta definitiva: «Ho dato un primo sguardo - si è limitato a dire Pichetto Fratin, che tra l'altro è piemontese - e al più presto faremo le valutazioni». Davanti alla platea composta da amministratori comunali e rappresentanti del mondo industriale canavesano, sul tema della crisi energetica il ministro ha sostenuto l'esigenza per l'Italia di un ritorno al nucleare di quarta generazione. «Stiamo lavorando per superare questo momento critico e al tempo stesso per programmare quello che sarà il futuro - ha detto -. Oggi usiamo carbone per produrre energia elettrica, ma sappiamo che, così come il petrolio, dovrà essere abbandonato al più presto per arrivare a un modello di energia pulita. Nel contingente dobbiamo resistere, anche attraverso nuove trivellazioni e i rigassificatori, per superare la crisi e salvare il nostro sistema produttivo. Nel futuro andranno abbandonate le fonti fossili e si dovrà insistere nelle energie rinnovabili: idroelettrico, con la costruzione di nuove dighe, fotovoltaico, eolico, idrogeno e nucleare». Ma al centro del dibattito c'erano anche il lavoro e la crescita introdotti dall'intervento di Andrea Notari, presidente del Gruppo giovani di Confindustria Piemonte: «La nostra Regione va meglio di altre rispetto alla tenuta - ha sottolineato Notari -. E non parliamo di una spirale recessiva. Il problema è la redditività delle imprese che si sta assottigliando e con essa la capacità di investire nella ricerca. Ricordiamo che un'azienda che non investe limita il futuro del Paese. Il grosso assente nella politica del Governo è il taglio al cuneo fiscale che andrebbe ad avvantaggiare sia l'impresa che il lavoratore in busta paga». Tra le lacune della crescita ha evidenziato quella della formazione: «Le aziende - ha aggiunto - hanno mancanza di personale, eppure la disoccupazione giovanile è al 30%. Questo significa che la scuola non offre un'adeguata preparazione. Occorre quindi che il Governo investa nel sistema scolastico, a partire da un buon orientamento». Sulla stessa lunghezza d'onda gli interventi di Ciro Pagano, amministratore delegato della Ergotech di Settimo Vittone: «Noi siamo un'azienda in crescita e non riusciamo a trovare programmatori». E di Flavio Bertino, presidente di Cogeis spa, leader nell'edilizia specializzata nelle grandi opere: «I giovani non vedono più nel lavoro - è stata la sua osservazione - uno strumento di crescita sociale». Tra i relatori anche Augusta Montaruli, sottosegretaria alla ricerca e all'Università e Alessandro Giglio Vigna, unico parlamentare piemontese eletto alla Camera, ora presidente della Commissione politiche Ue. «Abbiamo iniziato un percorso di condivisione - ha aggiunto Fausto Francisca, sindaco di Borgofranco d'Ivrea e segretario di Italia 2026 - che vede i sindaci e il territorio protagonisti di un cambiamento che parte dalla partecipazione dal basso, per comprendere e conoscere le complesse dinamiche di una società globalizzata e interconnessa. Per valorizzare e proteggere il nostro territorio dobbiamo pensare e guardare ai massimi sistemi. Diversamente noi piccoli Comuni saremo relegati all'irrilevanza». --Lydia Massia