La rabbia del sindaco Bernini «Un'altra tragedia evitabile»

vidracco«Questa tragedia poteva essere evitata. Oggi non saremmo qui a piangere un giovane padre di famiglia vittima del fato, della strada e della burocrazia».Parla con la voce rotta da sincero dolore il sindaco di Vidracco, Antonio Bernini, uno tra i primi ad accorrere sul ciglio di quel tratto di strada maledetto che era già costato la vita a un automobilista, otto anni fa.«Me lo ricordo come fosse oggi. Quel pensiero non mi ha mai abbandonato. Era il 13 gennaio del 2014 - ricorda il primo cittadino di Vidracco - La scena è stata identica a quella vissuta questa mattina. I vigili del fuoco, i carabinieri, la tensione, il dolore palpabile. Sembra quasi che quell'orrido voglia inghiottire le persone. Ma tra la scarpata e la strada, tra la vita e la morte c'è la messa in sicurezza che non è mai stata ultimata. Allora, dopo la tragedia, venne istituito un tavolo di confronto e concertazione con Regione, Comune, Polizia mineraria e Città metropolitana che di quella provinciale è responsabile».Prosegue Antonio Bernini «l'azienda Nuova Cives iniziò i lavori dopo dodici mesi dall'incidente. Era un'opera titanica. Sbancare parte della montagna per allargare la carreggiata. Bisognava incidere la roccia pura per seguire il progetto e posso assicurare che quel tipo di sbancamenti sono assai complessi da realizzare. A concludere l'operazione mancava e manca poco ma Città metropolitana non l'ha inserita tra le priorità».I sindaci della Valchiusella, alla luce della morte di Erik Ferrando non sono rimasti immobili ed hanno immediatamente mandato una lettera a Città metropolitana. «Sulla provinciale 62 la sicurezza ora va garantita». --