Montalenghe, nello scontro muore centauro di Favria

montalenghe«Era una brava persona, legatissimo a sua moglie e alla sua famiglia, onesto e lavoratore. Un amico, prima ancora che un bravo cittadino, sono sconvolto, tutta Favria lo è». Così il sindaco di Favria Vittorio Bellone commenta, affranto, l'improvvisa morte di Francesco Lavigna, 56 anni, avvenuta lunedì pomeriggio a seguito di un incidente in motocicletta a Montalenghe. Il dramma si è consumato alle 15.30 lungo la strada provinciale 82 che in quel tratto si chiama Strada Foglizzo, al chilometro 18, in prossimità di alcune cascine fuori Montalenghe. Lo scontro è avvenuto tra la Yamaha R6 di Lavigna e una Citroen Scenic di colore nero con a bordo tre ragazzi del posto. la ricostruzioneSecondo una prima parziale ed ipotetica ricostruzione del sinistro, la Citroen arrivava dal paese e viaggiando verso Foglizzo, stava svoltando verso sinistra per imboccare una strada sterrata laterale. Forse, il sole basso e accecante della sera, ha impedito una chiara visuale alla conducente dell'auto, fatto sta che nel fare la manovra di svolta ha intercettato la traiettoria della moto con a bordo il 56enne di Favria. Impossibile evitare l'impatto che è stato devastante. Lavigna è deceduto sul colpo, la moto ridotta ad un ammasso di plastica e ferro, mentre l'auto finiva la corsa nel fosso a lato della provinciale. Sul posto sono arrivati in pochi minuti un'ambulanza e l'elicottero nel tentativo, vano, di salvargli la vita. Mentre il favriese non ce la faceva, i tre ragazzi a bordo rimanevano feriti in maniera non grave. Sotto shock venivano portati per medicamenti e accertamenti all'ospedale di Ivrea. Ai carabinieri della stazione di San Giorgio Canavese sono stati affidati i rilievi e le indagini del caso. Per facilitare i soccorsi e la rimozione dei mezzi la strada è rimasta chiusa fino in tarda serata. un cittadino esemplareA raccontare chi era Francesco e il dolore della sua famiglia è ancora il sindaco Bellone. «Conoscevo Francesco da almeno trent'anni - prosegue nel ricordo commosso il primo cittadino - è sposato, ha due figli ventenni, sono una famiglia stupenda e si volevano molto bene, c'era tanto amore nella sua vita. Lavorava come operaio metalmeccanico in una ditta della zona. Era uno di quei cittadini che definirei esemplari, mai un problema, anzi sempre prodigo di segnalazioni e suggerimenti. Lui e la sua famiglia sono molto conosciuti qui in paese e la notizia della sua morte ha fatto subito il giro, siamo distrutti e sono accanto alla moglie, ai figli, agli amici e ai parenti in questo momento difficile di lutto». Lavigna aveva una vera passione per i motori, per la sua motocicletta, che aveva comprato un paio di anni fa e con la quale amava fare passeggiate e con la quale, purtroppo, è andato incontro ad un tragico destino. --valerio grosso