Senza Titolo

IVREA Quanti da bambini non hanno mai immaginato di sfrecciare nell'immensità dell'universo a bordo di una nave spaziale? Chi non ha mai coltivato il sogno di essere come Flash Gordon, il capitano Kirk, Alan Carter o Han Solo e Luke Skywalker (che già dal cognome evoca suggestive avventure tra gli astri), a bordo del razzo del dottor Zarkov, dell'Enterprise? Chi, crescendo, non si è appassionato alle vere imprese spaziali di Jurij Gagarin, John Glenn, Valentina Tereskova, Neil Armstrong o della nostra Samantha Cristoforetti? A tutti questi sognatori è dedicato il volume "Astronavi - Le storie dei vascelli spaziali nella narrativa e nel cinema di fantascienza" (Odoya Editore), realizzato dallo scrittore e giornalista Michele Tetro, residente a Ivrea, e dal collega Roberto Azzara, saggisti esperti del genere fantastico-fantascientifico, già forte del successo registrato tra gli appassionati al Salone del Libro di Torino.«Curiosamente - esordisce Tetro - non considerando il nostro pianeta natale, sorta di nave spaziale naturale che gira attorno al Sole, a sua volta in movimento verso la stella Vega della costellazione di Ercole, l'umanità non possiede ancora nessuna vera astronave, intendendo con questo termine un mezzo artificiale in grado di spostarsi indipendentemente tra le stelle, garantendo la sopravvivenza e il benessere del proprio equipaggio». «Da più di un secolo però - continua lo scrittore . attraverso romanzi, cinema e televisione, le astronavi della fantasia, in mille forme sempre differenti, hanno solcato le immensità cosmiche, portandoci là dove nessun uomo è mai giunto prima... e andando anche oltre».Anche se la nave stellare è ancora appannaggio della creazione fantasiosa e fantascientifica, questa non di rado riesce a conquistarsi nell'immaginifico condiviso il ruolo di "personaggio tra i personaggi". Ecco quindi un volume che, splendidamente illustrato, rende protagoniste le navi stellari, analizzandone le loro storie, le loro caratteristiche, i loro contatti con la realtà tecnologico-scientifica dei nostri tempi, le loro prestazioni e anche le loro "impossibilità". Dal razzo RXM e Luna, vettori pionieri della conquista lunare nei film degli anni Cinquanta RXM -Destinazione Luna e Primi uomini sulla Luna, all'incrociatore veloce C-57-D di Il pianeta proibito, dalla NCC Enterprise di Star Trek alla nave Icarus di Il pianeta delle scimmie, dal Discovery 1 di 2001: odissea nello spazio alla USCSS Nostromo di Alien, dall'Aquila 1 di Spazio 1999 al Millennium Falcon di Guerre stellari, dalla USS Cygnus di Il buco nero alla Event Horizon di Punto di non ritorno... le più iconiche astronavi del cinema e della televisione sono immortalate in una incredibile galleria di mezzi spaziali, con schemi tecnici e schede espositive.«Descrivere le astronavi della finzione - ha aggiunto Azzara - è stato un lavoro che in qualche modo mi ha dato la sensazione di trovarmi veramente all'interno di questi fantastici mezzi del futuro, non ancora esistenti oggi ma conosciutissimi nella sfera dell'immaginario collettivo, e quindi, in un certo modo, reali». --Paola Principe