Nella dura lite interna all'Ordine avvocati Pastore ne esce assolto

Mauro Giubellini / IVREAL'interminabile sfida a colpi di denunce, difese, impugnazioni e piccate accuse tra Danilo Pastore e l'Ordine degli avvocati di Ivrea, a cui è iscritto, ha un vincitore: il legale rivarese. Pastore si è trovato due volte davanti ad una commissione disciplinare a rispondere della sua «libertà di critica e di espressione». Il 15 luglio 2020 a Milano dove è stato assolto con formula piena e il 30 aprile 2022 a Roma dove il ricorso voluto voluto dal presidente Cecchin non è stato accolto. Sentenza appena pubblicata. «Quello che è stato riservato a me non lo auguro a nessun collega. E lo dico con la mente e con il cuore...» Inizia così una lunga missiva che Pastore ha condiviso con tutti colleghi del foro di Ivrea e di Torino. Pastore aveva espresso a suo tempo feroci critiche alla presidenza del suo Ordine in merito a diverse vicende tra cui la gestione degli elenchi dei delegati alle vendite immobiliari. La Sentinella del Canavese fece una dettagliata inchiesta e il presidente del Tribunale di Ivrea, Vincenzo Bevilacqua fu costretto a scendere in campo in prima persona per spiegare nel dettaglio l'estraneità del suo istituto e, di fatto, relegando l'accaduto, ad un feroce confronto interno all'Ordine degli avvocati. Un tema di cui si dibatte ancora oggi dentro e fuori il Tribunale. --