Rivarolo e lo sciopero dei treni Lunga attesa per tornare a casa
Viola Configliacco/ Rivarolo CanaveseGiornata di disagi per i pendolari canavesani venerdì 9 settembre, in occasione dello sciopero di macchinisti e capitreno contro le reiterate violenze ai danni dei lavoratori del comparto a bordo dei treni da parte di utenti indisciplinati. I dipendenti di Ferrovie dello stato, azienda che gestisce la linea canavesana che parte da Rivarolo e arriva a Chieri, hanno aderito allo sciopero. I disagi, però, sono arrivati dopo la fine della protesta, terminata alle 17: il primo treno per tornare in Alto Canavese, infatti, è stato quello delle 18.41. A proclamare lo sciopero dei lavoratori, in maniera unitaria, sono state le sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl ferrovieri, Fast Confsal e Orsa, contro i gravi eventi lesivi della sicurezza e dell'incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori occorsi nei mesi. Agosto, in particolare, su tutto il territorio nazionale, è stato un mese critico, con un'escalation di episodi violenti ai danni dei lavoratori dei treni. Secondo i sindacati, inoltre, non ci sarebbero stati interventi a tutela della sicurezza e dell'incolumità dei dipendenti: da qui la protesta di venerdì scorso, per chiedere un intervento fermo e risolutivo a protezione di capitreno, controllori e macchinisti. Anche in Canavese si sono registrati episodi di questo tenore, come quello che aveva visto vittima di un'aggressione un capotreno di Locana, in servizio su un treno regionale, aggredito e ferito da un passeggero che voleva viaggiare senza pagare il biglietto, mentre a Castellamonte un autista Gtt, in servizio su un bus, era stato aggredito da un branco di ragazzini. Nonostante la solidarietà per uno sciopero giusto e comprensibile, proclamato per otto ore dalle 9 alle 17, i pendolari dell'Alto Canavese si sono chiesti perché i ritardi dei treni sono stati avvertiti a quasi due ore di distanza dalla fine della protesta, sebbene Ferrovie dello stato avesse preventivamente informato che ci sarebbero potuti essere disagi oltre l'orario della protesta. «È più che giusto che i lavoratori del comparto protestino per le azioni violente e le aggressioni di cui spesso sono vittime, anche nel nostro territorio. Scioperare è un loro diritto ed è giusto che lo facciano - commenta I.S., pendolare rivarolese che ogni giorno per recarsi al lavoro usufruisce della linea ferroviaria nel tratto che va da Rivarolo a Torino. - Lo sciopero, però, essendo soltanto di 8 ore, dalle 9 alle 17, non avrebbe dovuto creare disagi così importanti ai lavoratori che hanno bisogno del treno per tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro. Con gli altri pendolari non ci aspettavamo, ovviamente, che ci fosse il primo treno dopo le 17, in partenza da Lingotto alle 17.11, ma non è passato nemmeno quello in partenza alle 17.20 dal capolinea di Chieri. Allo stesso modo non è arrivato quello in partenza dal capolinea alle 17.41 e neppure quello successivo delle 18.11 in partenza da Lingotto. Il primo treno a partire in direzione di casa è stato quello delle 18.41, quasi due ore dopo la fine dello sciopero. Abbiamo anche chiesto spiegazioni durante la lunga attesa e ci è stato riferito che il problema era la mancanza di personale alla stazione capolinea. La causa era più che giusta, ma anche rispettare gli utenti che pagano gli abbonamenti dovrebbe essere una priorità. Il primo treno può saltare, ma gli altri sarebbe stato giusto assicurarli nel rispetto di chi paga il biglietto e rispetta sempre le regole». --