Tra racconti e immagini 100 anni di storia alpina
IVREAHa lavorato per oltre un anno, affrontando approfondite ricerche negli archivi locali e consultando libri e una messe di articoli comparsi sulle testate del territorio, Margherita Barsimi Sala, per attendere alla scrittura del suo "100 anni di storia della Sezione Ana di Ivrea", pubblicato da Bolognino Editore, libro richiestole dalla sezione stessa alla quale, in segno di amicizia, nel 2021, aveva fatto dono del suo libro Il Carnevale di Mary, anch'esso edito da Bolognino, affinchè i proventi fossero destinati a sostegno della Protezione civile Ana sezionale. Un libro che si rivolge a tutti: «Per chi - spiega l'autrice - per un periodo più o meno lungo della sua vita, ha indossato il cappello con la penna nera e per chi, viceversa, non ha potuto vivere un'esperienza che, per quanti aspetti negativi potesse presentare, avrebbe potuto, in ogni caso, essere formativa, ma che nuove norme di legge hanno decretato essere inutile e superata. Un libro di storia degli alpini di Ivrea, d'altronde, potrebbe essere interessante per quanti, avendo desiderio di avvicinarsi al retaggio culturale e sociale canavesano ed eporediese, ne prenderanno coscienza attraverso il ricordo dei tanti, molto spesso anonimi, che ne hanno costituito il tessuto connettivo, fatto di tradizioni e di spirito d' identità». A impreziosire l'opera è un ricco corredo fotografico, anche perché, sottolinea Barsimi, «un libro che abbraccia almeno cent'anni di storia deve poter evocare situazioni, luoghi e volti non solo grazie a descrizioni dettagliate, ma anche a immagini autentiche e, in assenza di queste, a ricostruzioni d'artista. Da un lato, dunque, le cartoline e le immagini d'epoca messe a disposizione da amici collezionisti dotati di grande spirito collaborativo, dall'altro, due tavole realizzate da altrettanti artisti che hanno realizzato ciascuno la propria visione di Ivrea al tempo delle caserme».Molto interessante anche l'appendice documentaria, curata dal giornalista Paolo Querio, direttore del giornale sezionale Lo scarpone canavesano, contenente le schede di presentazione dei sessantacinque Gruppi che compongono la Sezione, contenenti i dati essenziali e le notizie relative alla fondazione di ognuno. Un'operazione, quella condotta da Querio presso i vari responsabili, utilissima per la raccolta e la salvaguardia di informazioni che avrebbero rischiato di scomparire per sempre. «Un libro - conclude Barsimi - che prende avvio da una serata non meglio precisata del 1920, in cui il gruppo di reduci eporediesi della Prima Guerra Mondiale decise di riunirsi, sull'esempio degli altri che già l'avevano fatto a Milano, a Torino, a Intra e a Verona. Ivrea era, allora, una piccola città, che viveva la sua quotidianità fortemente connessa, forse più di altre, alla presenza capillare dei militari. Il primo gennaio del 1921, la Sezione eporediese, presieduta da Pietro Balocco, risultava già operativa e, due anni dopo, pronta ad accollarsi l'onore e l'onere di ospitare il 4° Congresso nazionale e ad aprirsi a quello che è stato il primo secolo di una storia gloriosa che continua ai nostri giorni». "100 anni di storia della Sezione Ana di Ivrea" sarà presentato venerdì 9 settembre, alle 21, al Teatro Giacosa, con la partecipazione del coro e della fanfara sezionali. --FRANCO FARNÈ