Classi da areare e termosifoni a 19° I presidi temono la grana freddo
Simona Bombonato / ivreaChe anno scolastico sarà per oltre 5mila studenti dei quattro istituti superiori di Ivrea? Sarà probabilmente freddo, nel vero senso della parola. Con classi da areare ripetutamente e termosifoni regolati non oltre i 19 gradi per effetto delle misure pro risparmio energetico nella pubblica amministrazione, ci sarà da coprirsi ben bene. E poi sarà - lo è già - all'insegna degli organici docenti completati alla vigilia della prima campanella, grazie alle nomine degli istituti che proprio in queste ore stanno ricevendo l'autorizzazione dall'Ufficio scolastico regionale. Un quadro completato in corner, fatta eccezione per l'istituto tecnico e professionale Cena di via Dora Baltea (circa 860 iscritti su cinque indirizzi che quest'anno vedranno le ore tornare ai 55 minuti dei tempi pre Covid, con orario 8.10-14, 14-15, 16.05). Qui, «mancando due su quattro assistenti tecnici informatici - evidenzia il preside Enrico Bruno - e sono figure chiave per noi, come scuola abbiamo rimediato prendendo da fuori una risorsa esterna. Non era possibile fare altrimenti almeno per il servizio di manutenzione rete e server, essenziale». Spesa di 2.500 euro a carico del Cena. meno dieci giorni Si parte con il primo giorno di scuola il 12 settembre, quindi tra dieci giorni, come nel resto del Piemonte, con il sollievo (misto alla speranza che duri) di essersi lasciati alle spalle didattica a distanza, mascherine e termometri agli ingressi. Delle regole anti Covid infatti è rimasto ben poco. termostato più giù di un grado Il momento attuale, tra crisi energetica e pandemia non ancora passata, pone subito una questione che avrà risvolti sulla vita di studenti, personale scolastico e docenti. C'è il timore infatti che per il prossimo inverno l'obbligo di areare le classi con sistematicità - residuo delle norme anti Covid ancora in vigore e sotto la responsabilità dei dirigenti - si traduca in lunghe mattinate con il cappotto addosso. Rispetto al passato la regola vuole che si scenda di un grado. Su questo punto Marco Bollettino, preside dello scientifico Gramsci (1.300 iscritti e Scienze applicate come indirizzo in costante crescita, per dare il trend del momento) va subito al cuore della questione. «La Città metropolitana non ha installato gli areatori automatici - osserva - significa che dovremo aprire le finestre noi ripetutamente. Considerando che ora c'è un limite massimo alla temperatura negli uffici pubblici, mi pare ovvio che non faremo lezione scoppiando di caldo. Speriamo in bene. Non oso pensare alle scuole primarie e alle materne. Aggiungerei che in media abbiamo 25 studenti per classe, allo sportivo alcune prime arrivano a contare fino a 30 ragazzi». Dal classico e scientifico Botta (mille studenti e un boom di iscritti per lo scientifico internazionale con Spagnolo), Lucia Mongiano la butta sull'ironia: «Noi abbiamo un sacco di maglioni in più qui, e comunque il nostro sistema di areazione ha sempre funzionato benissimo». A meno di specifiche ministeriali dell'ultima ora, come in tutti i luoghi pubblici (esclusi ospedali e rsa) anche nelle scuole non si potranno superare i 19 gradi. Il Decreto bollette 2022, convertito in legge, prevede infatti che fino al 31 marzo 2023, la media ponderata della temperatura dell'aria, misurata nei singoli ambienti di ciascuna unità immobiliare per la climatizzazione invernale degli edifici pubblici non superi i 19 gradi, più 2 gradi di tolleranza. Aspetto, quest'ultimo, sul quale si attendono circolari di chiarimento. In ogni caso, le scuole nemmeno li toccheranno i termostati, facendo capo le centrali termiche alla Città metropolitana di Torino. Occorre stare vigili perché, da quest'anno, a scuola si potrà andare anche con iol raffreddore, purché la temperatura corporea sia sotto i 37 gradi e mezzo. Pure la mascherina sarà accantonata, se non per i soggetti fragili. Sarà, insomma, la prima vera ripresa dopo due anni di pandemia. «Sicuramente - riflette Mongiano - il Covid ha lasciato sui ragazzi segni pesanti, e non solo per colpa della Dad, che pure ha la sua parte di responsabilità. Lo abbiamo visto dal punto di vista della motivazione, alcuni di loro hanno vissuto da vicino situazioni molto dolorose. Speriamo, sarà l'anno in cui cercheremo di ricucire tutto». 1 ottobre per i grandi dell'olivettiDall'estero dove si trova con l'Erasmus portato avanti dalla scuola che dirige, Alessandra Bongianino dell'Iis Olivetti vuole vedere il bicchiere mezzo pieno. «Si riparte, bene così. Noi abbiamo più tempo davanti per ultimare le molte cose ancora da fare, sarà un anno pieno di attività e progetti, e lavori». Iis Olivetti da 1.200 studenti totali che torna in classe il 12 per il biennio, mentre il triennio lo farà dal primo ottobre, al termine dell'alternanza scuola-lavoro. --