Nuova centrale sul torrente, triplice no ambientalista

SETTIMO VITTONE Il Comitato tutela fiumi di Biella, insieme ai circoli di Legambiente Dora Baltea di Ivrea e Tavo Burat, in questi giorni ha presentato le sue osservazioni critiche, in fase di valutazione dell'impatto ambientale, alla Città metropolitana di Torino, all'Arpa e ai Comuni di Settimo Vittone e Carema, in merito all'ennesimo impianto idroelettrico lungo i fiumi del Canavese. Questa volta la proposta arriva dalla società idroelettrica Valle dei Mulini di Brescia, e la derivazione proposta interessa il torrente Chiussuma, affluente della Dora Baltea, a Settimo Vittone, caratterizzato da suggestive cascate. I limiti alla proposta progettuale secondo la lunga e dettagliata analisi degli ambientalisti sono molti: indagato il profilo delle portate, della naturalità del paesaggio, e l'impatto sulla popolazione ittica. I pescatori della cosiddetta "gola del Chiussuma" lo considerano un vero e proprio paradiso per la pesca sportiva. Un'analisi che porta gli ambientalisti a chiedere che non venga rilasciato il parere positivo di compatibilità ambientale. «È un torrente lungo appena 7,1 km con una portata media stimata di soli 540 litri/secondo, al punto di chiusura nei pressi della Dora Baltea. Affinché l'impianto risulti economicamente sostenibile - si legge nella relazione - occorre sottendere le condotte della centrale per circa la metà della sua lunghezza. Ma nemmeno questa soluzione è sufficiente per raggiungere un risultato economico soddisfacente. Inoltre, già oggi senza la derivazione idroelettrica proposta, il torrente è per 8 mesi all'anno in secca quasi permanente a valle dell'ultima captazione irrigua censita». In sintesi i tre circoli, in considerazione del quadro critico e dell'incertezza in merito ai dati di portata, ritengono necessaria la messa in atto di un particolare monitoraggio con vari misuratori in continuo di portata. «Che sono frutto di elaborazione di dati e di medie storiche che non risultano più rappresentative dell'attuale situazione». Sotto la lente d'ingrandimento dei tre comitati anche le opere compensative: «Risulta tristemente "pro domo" la proposta della società di realizzare un nuovo sentiero coincidente con il percorso della condotta. Secondo noi è stata avanzata perché i costi di ripristino ambientale dei luoghi risulterebbe ben più oneroso. Viceversa le tante mulattiere richiederebbero interventi manutentivi. In particolare i muretti di sostegno dei terrazzamenti, importante sistema per il contenimento dei dissesti». Gli ambientalisti chiedono in subordine che sia disposta la misura, almeno triennale, delle portate in alveo, sia alla sezione di presa che a quella dell'ultima derivazione irrigua presente, prima della confluenza nella Dora, e che venga definita una capacità impiantistica (dimensione della condotta e range operatività della turbina) strettamente correlata e calibrata alle portate di esercizio autorizzate. Chiedono inoltre che non sia ammessa alcuna sovracapacità. --lydia massia