Tra nuovi murali, sculture di arte effimera e tanti progetti per l'autunno che verrà
È un'estate intensissima quella di Daniela Borla, 70 anni, artista eporediese nota come Dabò, ma anche scrittrice e organizzatrice di eventi culturali. Sono mesi, infatti che l'artista di Ivrea alterna la realizzazione di opere alla elaborazione di progetti che inizieranno a tradursi in realtà a partire dal mese di settembre e contribuiranno a rendere Ivrea certamente più vivace e interessante. L'estate artistica di Daniela Borla è iniziata a metà giugno, a Torrazzo, sulla Serra biellese, il suo luogo del cuore, dove è tornata con Eugenio Pacchioli, "collega" altrettanto famoso, con il quale ha spesso condiviso importanti esperienze creative. Com'è stato questo ritorno in arte? «Vivo Torrazzo come una piccola patria d'elezione. In realtà è il paese d'origine dei nonni di mio marito Valerio e dove lui si recava d'estate, sin da quando era bambino. Della loro vecchia casa in collina abbiamo fatto il nostro buen retiro, dove ci rifugiamo in estate per le giornate fresche e le passeggiate nel bosco fino al laghetto e in autunno per le polente con gli amici e la raccolta dei funghi. Inevitabile, dunque, che questo borgo nel quale d'inverno si contano non più di duecento anime, ma la cui popolazione, in agosto, lievita fino a duemila persone, ispirasse anche la mia vena creativa. Una personale, quindi una collettiva, poi una performance estemporanea di action painting insieme a due amici pittori, fino alla creazione del Mat, il Museo Aperto Torrazzo, nel 2018. Con gli artisti dell'allora associazione ArteinFuga, poi collettivo, e altri esterni al gruppo e con l'appoggio incondizionato dell'amministrazione comunale, abbiamo infatti trasformato il paese in un museo all'aperto di oltre 50 opere d'arte, realizzate e donate da ciascuno di noi. Eugenio, che ancora non era riuscito a realizzare la sua opera, ha provveduto, appunto, nel mese di giugno, con uno dei suoi spettacolari murali di sei metri per dieci, dal titolo Sempre devi avere in mente Itaca. Durante la realizzazione ha richiesto anche un mio contributo all'opera e la cosa mi ha molto lusingato».Da Torrazzo le vacanze sono proseguite a Varigotti, nel mese di luglio, e poi in Sardegna, ad agosto, dove turisti e residenti hanno potuto ammirare le particolarissime opere di arte effimera che in molti hanno paragonato a quelle di Guillaume Legros, in arte Saype, l'artista franco-svizzero delle opere di land art a impatto zero, definendoti la street artist della sabbia. «È vero: sono piaciute molto. Mi trovavo in una splendida caletta, a Palau, e l'ambiente naturale che mi circondava favoriva la mia immaginazione e le mie riflessioni. In particolare, è stata apprezzato il ritratto di Medusa, realizzato con sabbia e alghe. Quanto al paragone con Saype, le sue opere sono immense, anche per dimensioni, e, tra quelle che ho creato, si avvicinano di più alle sue i miei paesaggi urbani, dipinti sulla sabbia, due anni fa, a Varigotti, utilizzando vernici eco-sostenibili: mi piaceva osservarli quando il mare iniziava a lambirli e, piano piano, li cancellava, lasciandone traccia solo nel ricordo di chi li aveva vista o fotografati. L'arte effimera, in effetti, ha una sua poesia e una grande capacità di emozionare, proprio per la sua breve durata». Intorno a Ferragosto, tappa a Belprato, in provincia di Brescia, per un impegno non indifferente: la realizzazione di un enorme murale. «Belprato è conosciuto come il paese delle case dipinte. Vi sono stata invitata dall'artista locale Marino Gabusi, ideatore e organizzatore dell'evento che ogni anno richiama in paese alcuni artisti, lasciandoli liberi di esprimersi sui muri delle case. Insieme a mio marito, vi ho trascorso, dunque, cinque giorni durante i quali ho realizzato il grande murale intitolato Metropoli nel deserto e, finalmente, sono rientrata a Ivrea». Laureata in scienze pedagogiche, Daniela Borla ha insegnato per molti anni, coltivando parallelamente la passione per la pittura e per la ceramica. Come ceramista ha fatto parte dell'Associazione ceramisti di Castellamonte, mentre come pittrice è stata a lungo nel direttivo dell'associazione ArteinFuga, poi tradottasi in un collettivo, con la quale ha organizzato una miriade di mostre ed eventi artistici di ogni genere. Lo scorso novembre ha aperto al pubblico il suo atelier Eporedia New, traducendolo in breve in uno spazio culturale a disposizione degli eporediesi. E adesso? «Mi attende un periodo molto intenso. Con Ettore Della Savina, eclettico e talentuoso artista torinese, ho condiviso l'idea e ed elaborato il progetto di un'iniziativa che ha ottenuto il patrocinio del Comune e di Ivrea capitale italiana del libro 2022. Si tratta di una rassegna che prevede, a partire dal 10 settembre prossimo, quasi ogni sabato, alle 17, l'incontro con una scrittrice o uno scrittore, prevalentemente del territorio, che verrà a Eporedia New per presentare un libro. La rassegna, che sarà tenuta a battesimo dall'assessore alla Cultura, Costanza Casali, vedrà succedersi Marina Rota, Andrea Tinuzzo, gli scrittori del Csu-collettivo scrittori uniti (Chiara Domeniconi, Manuela Chiarottino, Edoardo Guerrini e Anita Dell'acqua), Odina Grosso, Loredana Cella, Carlo Cerrato, Gabriella Mosso, Eugenio Pacchioli, Francesco Cordero di Pamparato, Aurora Frola, e Carola Vai, Bruna Bertolo, Massimo Centini, Pierfranco Quaglieni parlerá dei suoi libri intervistato da Marina Rota, Barbara Romano, Rossana Coluccia, Silvio Vincenti, Youris Tawfik, Carlo Bosso, Gabriella Girotti, Marcella Sara, Alberto Rava, Carla Panicali, Angela Betta Casale e Tempus Celtis. Gli incontri si protrarranno fino al 5 marzo 2023». Un impegno consistente, allora. E non è tutto.Dal 12 al 30 settembre, sempre a Eporedia New, sarà ospitata una collettiva di arte, dal titolo Musica senza confini, dedicata, ovviamente, alla musica e inserita ufficialmente nel programma della 42° edizione dell'Open Papyrus Jazz Festival d'Ivrea-Parole di jazz che si terrà dal 14 al 18 settembre. All'inaugurazione, che si terrà giovedì 15 settembre, interverrà l'editore Ennio Pedrini jr che presenterà gli artisti che esporranno e che saranno, oltre a Ettore e a me, Ezio Francescotti, Roberto Coin, Angela Betta Casali, Antonella Guarnieri, Daria Covolo, Sandra Baruzzi, Luisa Accattino, Giacomo Sampieri, Ivana Casalino, Tiziana Franzin, Liliana Cordero, Pasquale Filannino e Vincenzo Filannino. Anche quest'anno Massimo Barbiero, direttore artistico del festival, ha voluto la nostra partecipazione e ci ha invitato a farne parte, rinnovando una collaborazione che dura ormai da diversi anni e che ci lusinga molto. Sono consapevole che sia una grande sfida quella che ci sta attendendo. Tra un atto e l'altro mi ritaglierò anche un momento per recarmi a Castellamonte e visitare la Mostra della ceramica. Sono curiosa di vedere, al Centro congressi Martinetti, l'opera Fantastic enough?(abbastanza fantastico?) del ceramista turco Hasan Numan classificatasi al primo posto al concorso Ceramics in love 2022: mi hanno detto, infatti, che l'opera pare uscita da uno dei miei paesaggi urbani». --FRANCO FARNÈ