Sinergia tra Comune e cittadini nella cura dei beni pubblici urbani

CASTELLAMONTELa città della ceramica è da sempre molto attenta al sociale e anche adesso sta pensando a come creare una nuova forma di sinergia tra il Comune e la popolazione, che potrà intervenire direttamente su beni ad uso pubblico. In quest'ottica, l'amministrazione comunale di Castellamonte, guidata dal primo cittadino Pasquale Mazza, punta a stipulare dei patti di comunità con privati cittadini e associazioni per la cura e valorizzazione dei beni comuni urbani. È della scorsa settimana l'approvazione, all'unanimità da parte del consiglio comunale di Castellamonte, che si è riunito l'ultima volta prima della pausa estiva lunedì 25 luglio, di un apposito regolamento che determini la compartecipazione nell'utilizzo di spazi comunali analogo a quello a suo tempo già adottato dal Comune di Ivrea. In via sperimentale il progetto dei patti di comunità partirà dall'area del giardino sociale l'orto di Camillo di via Camillo Olivetti. «Il regolamento disciplina le modalità con le quali il Comune, privati cittadini piuttosto che associazioni, possono siglare dei patti di comunità semplici o complessi per la tutela, la valorizzazione e la manutenzione di edifici e spazi pubblici- spiega il consigliere delegato alle Politiche sociali, Alessandro Musso-. Il regolamento è importante perché sorpassa un po' l'idea più vetusta della concessione in comodato d'uso gratuito o gestione ad un'associazione di uno spazio, ma anzi si favorisce il subentro di più persone, di più associazioni su di uno stesso spazio o edificio per proporre diversi tipi di progettazione».Nei prossimi mesi Palazzo Antonelli, dunque, predisporrà un elenco di spazi e di edifici pubblici considerati possibili oggetto di patti di comunità. «Inizialmente si partirà come esperimento dal giardino sociale già esistente, quindi, si cominceranno a siglare patti di comunità e si incentiveranno privati ed associazioni a farlo- aggiunge Musso-. L'iniziativa non è onerosa per il Comune, ma può diventarla se, a seconda del patto di comunità o del progetto, l'amministrazione comunale, di volta in volta, deciderà di stanziare fondi piuttosto che di acquistare materiali oppure i dispositivi di protezione individuale». -- c.c.