Ex Sferal, Cena ai cinesi «Piano entro settembre»

calusoLa sindaca Maria Rosa Cena ha dato un ultimatum al gruppo cinese Jekeen, leader nel manufacturing technology, che nel 2019 aveva acquistato all'asta l'ex Sferal. Un mese di tempo per la presentazione del piano esecutivo di riqualificazione del complesso produttivo che continua a slittare. È passato infatti un anno e mezzo dall'annuncio circa l'avvio dei lavori. A crescere nel sito di via Martiri d'Italia, sono sempre soltanto i rovi e un albero dalle grandi foglie, spuntato nel cortile davanti l'ingresso della palazzina in stile Liberty, che un tempo ospitava gli uffici. Ora è alto cinque metri e ha raggiunto le finestre, senza vetri, al secondo piano. Il primo step, annunciato dai vertici del gruppo cinese avrebbe dovuto prevedere la realizzazione, in una parte dei capannoni, di uno show room e di un magazzino per l'assemblaggio di furgoncini adatti allo street food. Anche la sindaca Maria Rosa Cena aveva ricevuto rassicurazioni in merito dall'amministratore delegato del gruppo Jekeen. Il piano esecutivo per la riqualificazione dell'area era atteso all'ufficio tecnico del Comune per lo scorso maggio. «Gli stiamo con il fiato sul collo - dice la sindaca -. Ho concesso loro ancora un mese. Quindi fino al prossimo settembre. Se il piano di riqualificazione non sarà ancora pronto valuteremo il da farsi. A giustificazione dei ritardi mi hanno detto di avere difficoltà per far partire le linee di credito con gli istituti bancari italiani. Al momento restiamo quindi fiduciosi». Dalle prime indicazioni che il gruppo cinese aveva fornito all'amministrazione calusiese l'area dedicata allo sviluppo della progettazione e dell'assemblaggio dovrebbe essere di circa 6 mila metri quadri ed occupare un totale di dieci addetti. Non era ancora stato reso noto se si trattava di nuove assunzioni, o se sarebbero stati trasferiti dei lavoratori dalle altre sedi del gruppo. «Confermata anche la volontà di stringere sinergie e collaborare con le realtà produttive del Canavese - aggiunge Cena -. Un secondo step dipenderà da trattative ancora in corso per sviluppare un'attività legata all'assemblaggio di materie plastiche. Previsto poi il recupero dell'ex palazzina uffici, esempio di architettura industriale in stile liberty che ospiterà anche un museo dell'informatica affidato alla gestione dell'associazione milanese Pozzo di miele». Come è noto una variante urbanistica ad hoc, consente il frazionamento dell'area per aprire due diverse attività, legate all'indotto auto. L'iter era decollato nel 2020 con la richiesta al Comune della documentazione legata all'ex complesso industriale da parte del professionista incaricato dal gruppo cinese. L'ex comprensorio industriale, esteso su 45 mila quadrati, lungo l'asse centrale di via Martiri d'Italia, comprende due linee di capannoni produttivi ed una palazzina. Un altro corpo era stato vendute a Poste italiane che ne fatto il centro di smistamento per il Basso Canavese. Fino al 2010 il polo produttivo, pur cambiando diverse volte assetto societario, era stato leader nella produzione di stampanti e di piastrine elettroniche con 300 addetti. Poi, con l'ultima divisione societaria era finito nelle mani di due diverse proprietà. La crisi era arrivata pochi mesi dopo, finita con i licenziamenti e il fallimento. --Lydia Massia