Ecco la Regola della Confraternita dei priori

IVREA Se da tempo Ennio Pedrini jr è conosciuto in Ivrea e Canavese per il suo essere un vulcanico editore, capace praticamente di inventarsi un libro o un evento al giorno, da un paio d'anni a questa parte si è guadagnato sul campo una nuova qualifica, quella di benemerito di San Savino, indagando con passione anche la realtà della festa patronale eporediese e impegnandosi a diffonderla e valorizzarla. Aveva iniziato, infatti, nel 2020, quando, con il blocco dovuto alla pandemia, ha siglato quello che, praticamente, è stato l'unico evento collaterale dedicato alla patronale: la presentazione, nella chiesa di San Gaudenzio, del volume San Savino-i custodi della memoria.«Un libro - aveva spiegato - per ripercorrere la storia della Festa, con i contributi, raccolti nel corso degli anni, di Federico Perinetti, Pierluigi Marta, Aldo Bessero, Elisabetta De Masi Bonino, Renato Bruzzone, Renzo Galletto ed Elvio Gambone. E con un cospicuo corredo fotografico, con le immagini storiche di Giovanni Torra, decano dei fotografi eporediesi, e del compianto Fulvio Lavarino, oltre a quelle della collezione di Raimondo Mazzola e agli scatti più recenti di Massimo Sardo e Marianna Giglio Tos». Da lì l'idea, l'anno successivo, il 2021, della mostra fotografica San Savino dentro di noi..., organizzata, sempre in San Gaudenzio, dalla sua Edizioni Pedrini, in collaborazione con l'associazione culturale ricreativa Ij Croass del Borghet. Per l'esposizione aveva selezionato e fatto riprodurre su grandi pannelli trenta fotografie in bianco e nero, raffiguranti alcuni dei momenti più significativi e spettacolari della manifestazione eporediese lungo l'arco dell'ultimo mezzo secolo. «Si trattò - racconta oggi l'editore - di una testimonianza preziosa e appassionata che, oltre a celebrare la città e le sue tradizioni, voleva essere un nuovo omaggio a Torra e alla memoria dell'indimenticato Lavarino, autori degli scatti in mostra».Quest'anno Pedrini ha voluto superare se stesso, curando e pubblicando un ulteriore libro, un pocket che sarà distribuito gratuitamente a Ivrea e dintorni, dal titolo San Savino - fede e devozione attraversano i secoli. Pocket anche scaricabile dal sito www.edizionipedrini.com, in modo che chiunque sia incuriosito e voglia leggerlo possa farlo senza problemi. E proprio in questo tascabile l'editore racconta di aver scoperto, mentre era impegnato nelle sue ricerche, la Regola della Confraternita dei priori della festa di San Savino, «Un documento singolare - commenta - mai pubblicato prima d'ora e che abbiamo riprodotto in parte, nei suoi punti più importanti». E ricorda, citandoli: «Si ritiene che coloro che sono stati priori debbano assumersi un impegno duraturo nei confronti della propria comunità. Al fine di dare continuità a tale impegno, si è ritenuto opportuno, costituire una Confraternita laica, della quale fanno parte i diversi priori della festa di San Savino. La Confraternita, denominata Confraternita dei priori di San Savino, è una associazione non riconosciuta, avente le seguenti finalità: sviluppare, in sinergia con la Curia vescovile di Ivrea, iniziative di carità e a carattere sociale; mantenere vivo, nel tempo, l'impegno assunto, da ciascun Priore nei confronti della propria Comunità, attraverso incontri e iniziative di varia natura; promuovere eventi culturali finalizzati a diffondere i valori etici nei quali si riconosce la Comunità locale; sviluppare altre attività compatibili con le finalità della Confraternita stessa».Pedrini elenca anche i simboli della Confraternita: «Sono: (religiosi) i sacri ceri che vengono consegnati dal vescovo di Ivrea, in occasione della solenne cerimonia di investitura; (laici), la mantella che i priori indossano durante la celebrazione della festa di San Savino e che, successivamente, consegnano ai nuovi priori, in occasione delle celebrazione religiose e laiche, che si svolgono nella città di Ivrea». --F. F.