Il falsario inventava le identità per le frodi Ora ha l'obbligo di firma
volpianoIl suo ruolo nell'associazione a delinquere dedita alle truffe alle banche e allo Stato sgominata dai carabinieri del comando provinciale di Torino, sarebbe quello del falsario. Almeno secondo l'impianto accusatorio del pm Ruggero Crupi. Luigi Mura, "Gigino" per gli amici, 64 anni, residente a Volpiano, ex maresciallo dei carabinieri, risulta indagato con l'accusa di aver falsificato le carte d'identità ed aver creato documentazione finanziaria artefatta utilizzata per le truffe.Per lui ritenendo concreto il pericolo di fuga, il gip di Torino ha emesso la misura cautelare dell'obbligo di firma. Al momento della notifica degli atti Luigi Mura era al mare. Nella sua casa, durante la perquisizione i carabinieri hanno trovato una scatola di proiettili calibro 38 special detenuti illegalmente. Durante le indagini i carabinieri hanno trovato in mano alle persone coinvolte nel sodalizio, di volta in volta, dei documenti che si riferivano a persone totalmente inventate, come Pierino Mallardo, Raffaele Alfano, Carmelo Musso o Paolo Locatelli, oppure che mischiavano generalità e foto diverse. Grazie a quei documenti, poi, potevano creare società intestate a persone fittizie (come nel caso della Enimond di Paolo Locatelli) e attraverso quelle società perpetrare le truffe ai danni delle banche e dello Stato. L'indagine ha consentito di acquisire indizi sull'esistenza di un sodalizio che, mediante 25 società appositamente costituite, che grazie alla complicità di prestanome o utilizzando appunto i documenti intestati a persone inesistenti ha perpetrato truffe ai danni della società partecipata al 100% dal ministero dell'Economia che si occupa di efficientamento facendosi erogare indebitamente dei titoli per lavori mai effettuati, ceduti successivamente a società terze, ricavando un controvalore economico per un importo complessivo di circa 25 milioni di euro.L'altra fonte di approvviggionamento erano le frodi alle banche, anche mediante acquisizione fraudolenta di crediti d'Iva, attraverso l'emissione di fatturazioni inesistenti, con un danno complessivo di circa 50 milioni di euro. --l.m.