Ivrea, fino a domenica la mostra di Frezio «Un aiuto in Olivetti, mio zio è stato il faro»
IVREA"Ti parlerò di me" è il titolo della mostra di pittura di Frezio, al secolo Enzo Francescotti, eporediese di nascita e sanmartinese di adozione, con studio a Strambino, che si terrà da domani, giovedì 7, a domenica 10 (apertura continuata), alla Galleria Foto Marino, in piazza Ferruccio Nazionale 5 a Ivrea, a ingresso libero. L'esposizione, realizzata in collaborazione con lo Studio Marino e con Mes Abbigliamento, vede l'artista, conosciutissimo anche al di fuori dei confini locali, reduce da una stagione di soddisfazioni e riconoscimenti che l'hanno visto alla Biennale di Asti, alla pinacoteca di Porto Recanati e alle esposizioni di Montecarlo (Fiera internazionale Art3F Monaco 2022) e Zurigo. Classe 1950, Francescotti ha costruito il proprio percorso artistico da autodidatta, coltvando una passione inconscia che lo animava sin da ragazzo e non sottraendosi mai a ogni tipo di sperimentazione possibile in arte. «Due importanti figure hanno segnato la mia gioventù. -racconta Frezio - Quando, infatti, a 15 anni d'età, entrai in Olivetti, al Centro formazione meccanici, una realtà d'eccellenza, all'epoca, ebbi la fortuna di essere allievo di Gina Pischel Fraschini, storica dell'arte e autrice di numerose pubblicazioni, che, un'ora alla settimana, teneva lezioni di educazione artistica, e della professoressa Avetta che, nei suoi corsi di cultura generale ci ha insegnato ad apprezzare la lettura. Sarò sempre loro grato per gli stimoli intellettuali che hanno saputo suscitare in me spingendomi, successivamente, ad esprimermi in arte, senza porre limiti alla mia creatività». «La persona, però, che ha influito maggiormente sulla mia passione per la pittura -continua Frezio - è stata, senza ombra di dubbio, mio zio Innocente, fratello di mio padre che era un pittore affermato sul territorio. Ricordo le visite a casa sua dove mi mostrava orgoglioso i suoi ultimi lavori, l'odore penetrante e avvolgente del colore a olio fresco, la sua famosa invenzione di un pennello molto particolare che gli permetteva di ottenere sui suoi quadri a olio sfumature e colori meravigliosi. Mosso, dunque, dall'esempio e dall'entusiasmo dello zio, all'età di 24 anni iniziai a dedicarmi con metodo alla pittura a olio, prima di cimentarmi, tanti anni più tardi, con i colori acrilici». Non solo quadri, però, per quanto apprezzatissimi dai tanti estimatori: «Sono anche l'inventore del famoso gioco di costruzioni per bambini Monturello, dal quale ho preso spunto per realizzare le mie grandi sculture che ho battezzato, con una parola di mia invenzione, "monture" ovvero sculture montate. Sono opere che realizzo con tubi e sfere in materiale plastico smaltato e acciaio inossidabile. Solitamente di grandi dimensioni, esse mi vengono richieste per abbellire giardini, atrii di palazzi e rotonde stradali. La mia ricerca, comunque, non si ferma e sono sempre certo che domani farò meglio di quello che ho fatto oggi». --franco farnÈ