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GenovaAugusto Cosulich le sta provando tutte per salvare la sua nave dalle mani dei russi. E ha smosso i canali diplomatici del nostro Paese. Il pericolo che corre il Tzarevna è finire nella flotta commerciale di Mosca. Una nazionalizzazione improvvisa annunciata ieri: «Alcune navi del porto di Mariupol entreranno a far parte della flotta commerciale della (autoproclamata e filorussa) Repubblica Popolare di Donetsk (Dpr)». Le parole del capo della Dpr Denis Pushilin hanno fatto tremare gli operatori internazionali: «Alcune delle navi che si trovavano nel porto quando è iniziata l'operazione speciale saranno trasferite nella giurisdizione della Dpr. Le decisioni sono già state prese. Queste navi saranno rinominate». Tra queste unità c'è anche il cargo di Cosulich. La nave è di proprietà della Vulcania Srl, una società del Gruppo genovese che batte bandiera maltese. «Dal 24 febbraio si trova attraccata nel porto di Mariupol - spiega Cosulich - con a bordo 15mila tonnellate di bramme (semilavorati siderurgici, ndr) destinate ai laminatoi di San Giorgio di Nogaro da sbarcare nel porto di Monfalcone». I filorussi vogliono cambiare nome e destino alla nave, che vale 9 milioni di dollari, ma a bordo trasporta merce per 12 milioni. «In poche parole è come se ce la rubassero, in barba al diritto internazionale». --s.gal.© RIPRODUZIONE RISERVATA