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Via libera dell'Aula della Camera alla riforma del codice degli appalti. I voti a favore sono stati 311, i 24 contrari, tre gli astenuti. Il testo era stato già approvato dal Senato a marzo ed è stato modificato in commissione a Montecitorio, per cui torna a Palazzo Madama. È una della riforme del Pnrr. In base al testo approvato a Montecitorio il governo ha sei mesi per varare decreti legislativi sulla la disciplina dei contratti pubblici, anche al fine di adeguarla al diritto europeo e ai princìpi espressi dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, riordinare e semplificare la disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, e per di evitare l'avvio di procedure di infrazione da parte della Commissione Ue. I decreti attuativi dovranno ridefinire e rafforzare la disciplina in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti per ridurle ed accorparle. Per favorire la partecipazione da parte delle micro e piccole imprese, dovrà prevedere la possibilità di procedere alla suddivisione degli appalti in lotti sulla base di criteri qualitativi o quantitativi. --