Bottino, poesie in musica sulla tragedia del ponte Morandi

STRAMBINO Urla la sirena dell'allarme, morbosamente urla per le agenzie di stampa. E si demagogizza invece di pregare per i defunti del ponte crollato in riva al mare. Sono gli ultimi versi della poesia 14 agosto dedicata al crollo del 14 agosto 2018 del Ponte Morandi di Genova. L'autore è Giacomo Bottino, 55 anni che, oltre al suo impegno politico amministrativo (è consigliere comunale di minoranza a Strambino), si occupa di cultura. La poesia, insieme ad altre dedicate alla tragedia del ponte Morandi, è infatti inserita nella sua raccolta di liriche'Costruire nell'Azzurro pubblicata nel marzo da Universal Book, Rende per conto di Giancarlo Zedde. Due delle 38 poesie contenute nelle 65 pagine del libro, sono state dedicate alle vittime del Ponte Morandi, e messe in musica da Giuliana Spalletti e Giancarlo Zedde. Questi brani sono stati eseguiti nei due concerti del Ricordo e della Speranza dedicati alle vittime del Ponte Morandi, lo scorso 2 aprile in anteprima nazionale nella Cattedrale di San Giovanni Battista a Torino e il giorno successivo nella Basilica della Santissima Annunziata del Vastato a Genova, per iniziativa dell'Accademia Corale Stefano Tempia, del Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi, dell'Accademia della Cattedrale di San Giovanni, e del Rotary club Duomo Torino, con il patrocinio del Comune di Genova e dell'Arcidiocesi di Genova.La lirica "14 Agosto" è la presa d'atto di Giacomo Bottino «della notizia della tragedia, una consapevolezza progressiva perché inizialmente incredibile, che genera una sorta di dolore cosmico, senza mai perdere il contatto con la realtà della cronaca e della storia». Vele di Luce, invece, «è un vero e proprio inno a Genova, alla sua anima, un inno alla sua capacità di intraprendere nuove rotte e di ricostruire sulle fondamenta della memoria collettiva».Giacomo Bottino propone con Disoriente «una sua riflessione sui segni dei tempi che viviamo, sullo spaesamento, sullo smarrimento dei punti cardinali tradizionali, sulla necessità di recuperare il senso dell'umano come bussola per ristabilire un alleanza con la natura, un nesso di convivenza, una direzione per l'esistenza». Ma, nella sua raccolta, l'autore spazia con le sue liriche in vari altri aspetti della vita e della esistenza dell'uomo, che vanno da: Spaesamento a Il conforto, da Oracolo a Orfeo agli Inferi, da Ora d'anima a In ascolto, fino a 14 agosto e Vele di luce, dedicate al crollo del Ponte Morandi di Genova. Nella copertina sono riportati questi significativi versi: "Questa città è un bastimento. Questa città è bussola e sestante di viaggi temerari ed incredibili. Questa città è un canto di poeti è il giardino dove la rosa dei venti fa risuonare sinfonie di uliveti. Come tutte le città del mondo è pietra di Caino, ma non solo. È l'altare dei frutti teneri di Abele la voce del sangue che è delitto e seminatura". Nel prologo viene sottolineato da Andrea Emo: «Come è lieve la penna, quando corre liberamente sapendo che nessuno la leggerà, che nessuno leggerà quello che essa affida al candore stupito e offeso della carta; che nessuno condurrà alla luce l'oscurità del suo tratto, l'oscurità dei suoi arabeschi attorno al nulla». --Sandro Ronchetti