Addio a Canavese l'uomo che inventò l'Ecomuseo Anfiteatro Morenico
IVREASe n'è andato per sempre lo scorso sabato, Giuliano Canavese, 81 anni, nel reparto di oncologia dell'ospedale di Ivrea dove era stato ricoverato qualche giorno prima, quando le sue condizioni di salute si sono improvvisamente aggravate. Era malato da anni, ma aveva sempre condotto in silenzio la sua battaglia col male che se l'è portato via, tanto che solo in pochi ne erano al corrente e che la notizia della sua morte ha colto tutti alla sprovvista, destando profonda commozione non solo a Chiaverano, dove viveva, ma anche a Ivrea e in tutto il territorio canavesano, essendo persona conosciutissima. Nomen omen: mai come nel caso del suo cognome, Canavese, ha avuto riscontro reale la locuzione latina che vuole il destino nel nome. Perché Giuliano Canavese, negli ultimi vent'anni, almeno, ha dedicato tutta la sua vita e le sue energie al territorio suo omonimo, per farlo conoscere e valorizzarlo, rafforzandone la fruizione turistica e compiendo un'importante opera di alfabetizzazione artistico-culturale sui residenti. Lo ha ricordato anche il sindaco di Chiaverano, Maurizio Fiorentini, in un toccante scritto sul sito del Comune: «Donava tutto il suo tempo ai suoi progetti per l'Ecomuseo dell'Anfiteatro Morenico di Ivrea, che era la sua vita. All'Ecomuseo ha dato tutto: idee, esperienza, tantissimo tempo e anche denaro, quando c'era la necessità. Giuliano è stato l'esempio di cosa voglia dire lavorare per la comunità, per farla crescere e per farla conoscere. La sua cultura era infinita e ascoltarlo era sempre un piacere in ogni occasione. È grazie al suo impegno e alla sua determinazione se, da anni, i piccoli musei della nostra zona rimangono aperti d'estare. Da qualche anno poi aveva dato vita anche al circuito delle chiese romaniche, per dare modo a tutti di poterle visitare».«Era un uomo dal carattere forte, a volte spigoloso -ha continuato Fiorentini - ma grazie a lui l'Ecomuseo è cresciuto e ha potuto sopravvivere anche nei periodi di difficoltà. Pochi giorni fa, nonostante sapesse di essere prossimo alla fine, partecipò a un convegno, dando, come sempre il suo valido contributo. Un paio di mesi fa mi disse di voler donare la sua ricca collezioni di libri alla biblioteca di Chiaverano. È stato un vero uomo, un grande uomo, e lo ricorderemo con affetto e con tanta nostalgia». Da un anno aveva lasciato la presidenza dell'Ecomuseo Ami a Laura Salvetti, alla quale lo legava una fattiva e felice collaborazione in iniziative di interesse comune ai tempi in cui lei era assessore alla Cultura a Ivrea. A Salvetti aveva confidato i propri problemi di salute, spiegandole di avere pensato a lei quale suo successore e pregandola di accettare la carica di presidente, richiesta che lei aveva, infine, accolto. «A nome di tutta l'associazione lo ringrazio, -ha scritto Salvetti sui social - con il cuore gonfio di tristezza, per la preziosa attività che ha svolto in questi anni. Con passione e con determinazione. E condividendo con la comunità la sua profonda conoscenza di questo territorio che ci ha fatto scoprire e amare».Anche il vicesindaco di Chiaverano, Maurizio Tentarelli, accomunato all'amico Giuliano dallo stesso amore per il territorio, ha affidato un pensiero ai social, «Avevamo ancora troppe cose da fare: mannaggia a te, non dovevi andare via così in fretta». E, ricordando la grande amicizia che legava Canavese all'indimenticabile Lucia Fuso, prematuramente scomparsa nel 2020, una preghiera: «Salutami Lucia e dalle un bacio da parte mia».Originario della Liguria, Giuliano Canavese si era trasferito a Chiaverano per lavorare in Olivetti e a quegli anni è legato il ricordo di Giuseppe Silmo che, postata una foto di gruppo su Facebook, indica: «Eccoci, sorridenti, con i nostri amici russi con i quali portavamo avanti il progetto dell'Unione europea per la riconversione degli ufficiali dell'Armata rossa alla vita civile». Le esequie si sono tenute nei giorni scorsi, nel più stretto riserbo per precisa volontà del defunto. --Franco Farnè