La memoria da praticare in un progetto lungo un anno
SAN GIORGIO CANAVESE«La memoria non si insegna. Si pratica». Sarà questo il filo conduttore del progetto culturale sulle tematiche della Resistenza, della lotta per essere liberi dalla tirannia, in un contesto storico che vede il ritorno della guerra, messo a punto dal Comune di San Giorgio Canavese, con la collaborazione delle Tre terre Canavesane, dell'associazione Il treno della memoria, della Casa della resistenza di Verbania e dell'istituto comprensivo sangiorgese, presentato lo scorso lunedì 25 aprile al teatro Belloc. «Sarà un viaggio lungo un anno - ha spiegato il sindaco Andrea Zanusso - articolato in due tappe completate da approfondimenti nelle scuole con l' obiettivo di raccontare ai giovani una fase storica del '900, per far loro comprendere la contemporaneità». Dopo la cerimonia del 25 aprile che si è tenuta nella mattinata di ieri, martedì 26, il progetto vede l'organizzazione, per l'8 settembre prossimo, di un viaggio della memoria a Cracovia, organizzato dall'associazione Treno della memoria ed il progetto teatrale, ispirato al libro di Maricla Boggio, scrittrice e drammaturga originaria di San Giorgio Canavese, "Maria Urtica: un'infanzia nel '45", a cura di Laura Curino che dovrebbe essere allestito per il 25 aprile del 2023 e poi portato in tournèe. Collegata via Zoom Laura Curino, direttrice artistica del teatro Giacosa di Ivrea si è detta entusiasta del progetto: «Il libro di Boggio ha un contenuto essenziale che si presta ad essere sceneggiato, poiché affonda nei luoghi in cui nel Canavese si svolse la lotta partigiana: dalle Valli di Lanzo ad Ivrea, passando per San Giusto e Caluso. Se non fosse così perderebbe la risonanza. Un libro poi che parla delle donne, dei loro sacrifici durante la guerra, quando pur combattendo non venivano nominate ufficialmente. Importante sarà attingere al centro di documentazione di Fondotoce, sede della Casa della resistenza».Alla presentazione hanno preso parte inoltre il vice presidente e la coordinatrice dell'associazione Treno della memoria, Roberto Forte ed Elena Giordana ed il presidente della casa della resistenza Gianfranco Fredalizio. Quest'ultimo ha ricordato l'eccidio della frazione Fondotoce: qui, nel giugno del 1944, vennero fucilati, dopo un rastrellamento in Val Grande, 43 partigiani, ma furono 1300 a perdere la vita nel Verbano Cusio-Ossola per la riconquista della libertà. In programma anche una sinergia con Ivrea capitale italiana del libro per la presentazione del libro di Maricla Boggio. --Lydia Massia