Sfida
il casoL'invasione dell'Ucraina ha portato nel cuore dell'Europa morte, distruzione e atrocità. Ma il presidente russo Vladimir Putin - colui che ha ordinato quest'aggressione - continua imperterrito a descrivere la guerra attraverso la lente distorcente della sua stessa propaganda, accusa l'Ucraina aggredita di aver «spinto le trattative in un vicolo cieco» e soprattutto afferma che, senza un accordo, «l'operazione militare continuerà» finché le truppe russe non avranno raggiunto «gli obiettivi fissati». Non suona certo come un'apertura al dialogo il messaggio lanciato da Putin nel suo primo intervento pubblico sulla guerra da quando le truppe russe si sono ritirate dal nord dell'Ucraina. «Il nostro compito è quello di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati, riducendo al minimo le perdite. E agiremo regolarmente, con calma, secondo il piano originariamente proposto dallo stato maggiore», ha detto Putin durante un incontro con il despota bielorusso Aleksandr Lukashenko, ormai suo stretto alleato. Parlando davanti alle telecamere dal cosmodromo Vostochny, nell'estremo oriente russo, lo zar ha seguito fedelmente il copione della propaganda del Cremlino e ha pure bollato come «fake» le terribili notizie sui massacri e sugli orrori di Bucha. «Quello che stiamo facendo è aiutare le persone: salvare le persone da una parte, e dall'altra stiamo lavorando per garantire la sicurezza della Russia», ha detto il presidente russo nonostante tantissime persone - tra cui migliaia di civili innocenti - abbiano perso la vita dall'inizio dell'invasione delle truppe russe e oltre dieci milioni siano state costrette a lasciare le proprie case. «Ovviamente non avevamo scelta, questa è la decisione giusta», ha aggiunto Putin ribadendo la versione della propaganda del Cremlino secondo cui la guerra servirebbe ad «aiutare le persone del Donbass» e gli obiettivi sarebbero quindi «perfettamente chiari e nobili». È proprio nel Donbass che intanto si teme una nuova offensiva delle truppe russe. E secondo alcuni osservatori la Russia di Vladimir Putin potrebbe puntare a conquistare un corridoio di terra per collegare questa zona del sud-est ucraino - dove il Cremlino è da tempo accusato di fornire armi e combattenti ai separatisti filorussi in una guerra scoppiata nel 2014 - e la Crimea, la penisola sul Mar Nero che Mosca si è di fatto annessa otto anni fa con un'invasione armata violando il diritto internazionale. Putin ha «deciso che non si fermerà» perché «ha bisogno di una vittoria militare», anche se ha «preso atto che l'Ucraina non si sottometterà», ha detto da parte sua Emmanuel Macron in un'intervista al settimanale Le Point. «Credo molto poco alla nostra capacità collettiva di metterlo a un tavolo di negoziati a breve termine», ha aggiunto il presidente francese, mentre il capo negoziatore ucraino Mikhailo Podolyak afferma che le trattative con la Russia sono «estremamente difficili» ma continuano «online nei sottogruppi di lavoro». Nel suo discorso, Putin non ha risparmiato gli attacchi all'Occidente e ha approfittato dell'anniversario dello storico volo di Yuri Gagarin - che 61 anni fa divenne il primo uomo nello spazio - per minimizzare sugli effetti delle sanzioni contro Mosca. «Le sanzioni erano totali, l'isolamento era completo ma l'Unione Sovietica era ancora la prima nello spazio», ha detto Putin, sostenendo che sia «totalmente impossibile isolare rigorosamente qualcuno e completamente impossibile isolare un Paese così grande come la Russia». Le sanzioni imposte a Mosca per la guerra contro l'Ucraina in realtà stanno avendo serie ripercussioni sull'economia russa, ma secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky i Paesi europei devono fissare delle scadenze per abbandonare o limitare il consumo di gas e petrolio provenienti dalla Russia. --© RIPRODUZIONE RISERVATA