Il sorteggio mondiale in Qatar Ma gli azzurri restano a guardare

Stefano ScacchiL'universo del pallone ha smesso di espandersi a Doha, dove oggi andrà in scena il sorteggio del Mondiale in programma tra novembre e dicembre, il secondo consecutivo con l'Italia fuori, il primo di sempre senza debuttanti tra le qualificate. L'unica nazionale esordiente è il Qatar, ammesso di diritto come padrone di casa. I volti nuovi erano già calati nelle ultime edizioni: Panama e Islanda nel 2018, Bosnia nel 2014, Slovacchia nel 2010. Una netta frenata rispetto ai sei esordienti in un colpo solo in Germania nel 2006. Questo irrigidimento dei confini sembra dare ragione alla decisione della Fifa di ampliare il Mondiale a 48 squadre dal 2026. Serve aggiungere posti a tavola per coinvolgere nuovi commensali. Va in questa direzione anche la constatazione che una larghissima parte della popolazione non potrà fare il tifo per la propria nazionale. In Qatar ci saranno solo Stati Uniti, Brasile e Messico tra i dieci Paesi più popolosi. Ma questa stratificazione tecnica può far pensare che i 16 posti in più saranno occupati da selezioni troppo deboli per portare benefici allo spettacolo. Si raffredda, invece, l'idea del Mondiale biennale voluto dalla Fifa: «Era uno studio di fattibilità. Ora siamo in una fase nuova, in cui si provano a fare accordi e compromessi», ha detto il presidente Gianni Infantino durante il Congresso a Doha. La riunione ha vissuto momenti di tensione quando la presidente della Federcalcio norvegese, Lise Klaveness, prima donna a capo di una Federazione calcistica, ha attaccato il Qatar per le massacranti condizioni di lavoro nei cantieri degli stadi (turni di 10-12 ore sotto il sole a 50 gradi) e la criminalizzazione dell'omosessualità: «Non c'è spazio per chi non garantisce il rispetto della libertà e della sicurezza degli operai, e non tutela i diritti della comunità gay», ha detto con grande coraggio di fronte ai rappresentati dell'emirato. Toccante il discorso del presidente della Federcalcio ucraina, Andriy Pavelko, collegato da Kiev. L'Ucraina è una delle sette nazionali che possono riempire le tre caselle ancora libere. Appuntamento a giugno per il playoff europeo, rinviato a causa dell'invasione russa, dove il Galles aspetta la vincente di Scozia-Ucraina. E per i due spareggi intercontinentali Costa Rica-Nuova Zelanda e Perù contro la vincente di Emirati Arabi-Australia. Oggi nell'urna le otto teste di serie vorranno evitare la Germania inserita in seconda fascia. L'Italia (6ª) è l'unica assente tra le prime 15 del ranking Fifa. Evelina Christillin ha spento ogni peraltro timidissma illusione di ripescaggio azzurro in caso di esclusione dell'Iran per aver lasciato fuori 2. 000 spettatrici che avevano acquistato il biglietto per la partita col Libano: «Non ne abbiamo parlato - spiega a Radio Rai la rappresentante Uefa all'interno della Fifa - comunque, al posto dell'Iran, sarebbe entrata una squadra asiatica. Togliamoci dalla mente che l'Italia possa andare al Mondiale». Bisogna aspettare che i confini del calcio si allarghino per riprovarci. --© RIPRODUZIONE RISERVATA