In Germania i soldi per il traffico di rifiuti a San Giorgio
Andrea Scutellà / volpianoRuotava tutto, ruota sempre tutto, intorno all'ossigeno. «Se non c'ho l'ossigeno come lo prendo l'acciaio?». Secondo la direzione distrettuale antimafia della procura di Torino qui "ossigeno" sta per denaro e "acciaio" per la partita di materiale ferroso che Fabio Scotti, 41 anni, difeso dall'avvocato Mauro Molinengo, doveva acquistare. E capitava che quest'ossigeno arrivasse persino dalla Germania, almeno per il sodalizio Scotti, appunto, e per quello Mascolo-Longobardi, promosso da Antonio Mascolo 57enne di Volpiano, rappresentato dal legale Antonio Mencobello. Per entrambi e per gli altri appartenenti al loro gruppo, infatti, l'accusa è di associazione a delinquere aggravata dalla transazionalità. Il loro sistema era più sofisticato di quello messo a punto dall'altro cartello, il Claus-Breda-Francini, attivo nello stesso settore: il traffico di rifiuti metallici, ripuliti e fatti diventare rottami, merce pronta a essere venduta in barba al fisco e all'ambiente. Avevano coinvolto anche società con sede all'estero e in particolare in Germania, secondo la procura, nel loro business. Il motivo per i magistrati è semplice: in Germania è possibile prelevare una quantità maggiore di contanti rispetto agli uffici postali del Torinese, dove negli ultimi anni si è posto tetto massimo di 15mila euro e l'obbligo di prenotazione per le somme da prelevare liquide. Il meccanismo era ben oliato: tramite ditte definite "cartiere", perché prive di una qualsiasi struttura operativa, venivano predisposte delle fatture e dei documenti falsi per regolarizzare il rottame da vendere a società che operavano nel mercato regolare, che potevano a quel punto rivenderlo a terzi. Le società utilizzatrici predisponevano poi dei bonifici alle società cartiere. Quando, nel 2018-19, hanno cominciato a sentire il fiato degli investigatori sul collo i sodalizi Mascolo e Scotti si sono avvalsi di società filtro tra le cartiere e le utilizzatrici, che avevano lo scopo di girare bonifici. L'attività più curiosa, però, è quella che si consumava negli uffici postali. I sodali prendevano appuntamenti in maniera frenetica in tutta la provincia per prelevare ingenti somme di denaro. Tramite indagini bancarie incrociate con le intercettazioni, la guardia di finanza di Torino ha ricostruito il flusso del denaro: parte di queste somme finiva di nuovo in mano alle utilizzatrici, mentre parte era usata per comprare rifiuti (l'ossigeno, appunto) e il 5% era il compenso per il "servizio di ripulitura" fornito dalle associazioni a delinquere alle società utilizzatrici, tra cui gli inquirenti hanno individuato la Buzzi srl di San Giorgio Canavese. In particolare il gruppo Scotti, per gli investigatori, aveva aperto ben tre cartiere in Germania, di cui usufruivano anche i Mascolo (i magistrati ipotizzano che ne avessero una, non scovata). Ed è proprio dalla città di Ingolstadt, dove aveva sede una cartiera, che Luca Scotti - figlio di Fabio, tra gli arrestati -, preleva il denaro contante tra il 2 e l'8 aprile 2019. Al rientro, il 9 aprile, chiamerà subito Alessandro Buzzi: «Ale, mezz'ora e sono da te». --