Metti gli scienziati la sera a un concerto di oltre due secoli fa

COLLERETTO GIACOSA Cosa accadrebbe se tutti i matematici, naturalisti, biologi e inventori del panorama europeo a cavallo fra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento si incontrassero a teatro mentre assistono ad un concerto di Beethoven? Di cosa parlerebbero fra loro? La risposta è nello spettacolo teatrale La scienza ai tempi di Beethoven, scritto e diretto da Alice Fumero e con Giulia Brenna, Omar Ramero e Marco Panzanaro, che martedì 15, al Bioindustry Park Fumero, a Colleretto Giacosa, chiuderà la stagione 2021-2022 di Kite. «Il periodo in cui visse il grande compositore di Bonn, dal 1770 al 1826, - spiega Alice Fumero (nella foto, a sinistra, con gli attori Marco Panzanaro, Omar Ramero e Giulia Brenna) - fu infatti un momento speciale della storia della cultura occidentale, non soltanto per il gran numero di scienziati che vi presero parte, ma anche perché contrassegnato da nuove riflessioni sulle scienze naturali, sulla chimica e sulla matematica. Lo spettacolo, al ritmo della sua rivoluzionaria musica presenterà alcune delle scoperte e teorie scientifiche che aprirono le porte ad un nuovo modo di pensare che mutò la società nel suo complesso». «Questo lavoro -racconta- ha avuto una lunghissima gestazione: ho iniziato a scriverlo in piena pandemia, prima ancora che venissero trovati i vaccini. Saltata per lockdown la scorsa stagione, ne ho interrotto la stesura, ripresa qualche mese fa, quando si è cominciato a intravedere una piccola luce di speranza circa la fine o per lo meno la normalizzazione di una situazione che ha sconvolto la nostra vita per due anni di un'emergenza sanitaria che ci ha portati a una profonda riflessione sull'importanza della ricerca e a una rivalutazione della "responsabilità" degli scienziati». «Lo spettacolo - conclude Fumero - voleva essere un vero e proprio omaggio alle imprese straordinarie dell'uomo, alla sua intelligenza e caparbietà, ma, proprio verso la stesura delle ultime battute, la Storia è stata sconvolta dalla guerra in Ucraina, che mostra tutta la stupidità e mostruosità umana. Per questo motivo ho deciso di riscrivere il finale, cercando di trovare un equilibrio fra i lati opposti che costituiscono l'Uomo e determinano la storia dell'intera umanità. Ho provato ad offrire, a me prima ancora che al pubblico, una speranza a cui aggrapparci. E, ovviamente, Beethoven mi è venuto, come fa da sempre, in soccorso». Ingresso gratuito, Greenpass e mascherina obbligatori. --F.F.