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QUINCINETTOTra tavoli tecnici, indagini valutative e pareri di conformità, l'iter burocratico sta dilatando a dismisura i tempi di messa in sicurezza definitiva della frana che dal 2012 incombe minacciosa sull'autostrada Torino-Aosta, in località Chiappetti e che non accenna a fermare la sua avanzata. Movimenti continui, accentuati in caso di pioggia e maltempo, che inducono il sindaco, Angelo Canale Clapetto, a rivolgersi a ogni piè sospinto alle autorità e agli enti competenti, rinnovando l'accorato invito a accelerare le procedure per poter finalmente rimuovere le porzioni rocciose instabili. L'obiettivo finale è far brillare i due mega blocchi a monte del fronte franoso (il primo misura 2 mila metri cubi, il secondo 3 mila per un'altezza compresa tra i 20 e i 25 metri) considerando che, nella parte di versante posta sul retro degli stessi insistono altri 200mila metri cubi di materiale. Canale Clapetto ha spiegato: «Siamo in attesa del via libera della Regione, che ha richiesto una serie di delucidazioni di carattere tecnico, per poter mettere nero su bianco il progetto relativo alla prima fase della messa in sicurezza. L'opera è complessa e intendiamo procedere per successivi step: il primo consiste nel far brillare i blocchi pericolanti a fondovalle per poi agire sui due massi principali. Speriamo di ricevere una riposta il prima possibile, ma i tempi della burocrazia sono lunghissimi». Ad essere in stand by non è solo il Comune. Infatti, anche Società autostrade valdostane sta aspettando gli esiti dell'ennesimo tavolo tecnico per poter avviare i cantieri del vallo contenitivo che, dopo l'esplosione, proteggerà le sedi viarie autostradale e ferroviaria dal crollo di materiale roccioso. Nel frattempo prosegue il lavoro svolto dal Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Torino, incaricato dal Comune di condurre indagini a fine 2021. Nei prossimi giorni è previsto un ulteriore sopralluogo. --paola principe