Riemerge la discarica del naviglio di Ivrea Tra auto fatte a pezzi e materiali edili
Andrea Scutellà / ivreaCome la barba alla fontana di Camillo annuncia a Ivrea i giorni più freddi d'inverno, l'emersione dell'immondizia del naviglio ormai ci segnala che la primavera è alle porte. E come uno specchio sempre più sottile racconta i cambiamenti della nostra società: c'è chi si è divertito a gettarci dentro uno dei cartelli che segnalano il punto vaccinale di piazza Boves, ma non mancano neanche gli imprenditori edili che smaltiscono illegalmente i rifiuti della loro attività, magari frutto delle ristrutturazioni portate dal bonus 110%. Imprenditori evidentemente poco attenti: il vetro dei pannelli scaricati di fresco era ancora sul muretto. Segno che magari si arriva lì con un camioncino, poi si alza il cassone e giù nell'acqua. E poi quando lo specchio si assottiglia avviene il miracoloso disvelamento. Lungo il percorso del naviglio sono tanti gli eporediesi con la testa all'ingiù che si fermano a guardare i rifiuti che ormai si sedimentano. Ci sono i due videopoker, probabilmente rubati da qualche parte, che c'erano lo scorso anno. Hanno chiaramente perso la vernice e sono ormai dei grigi pezzi di metallo. C'è anche la stessa vecchia lavatrice. C'è la distesa di pneumatici, sempre più preoccupante, che aumenta a dismisura. Sono decine e decine nello spazio di poche centinaia di metri. E poi ci sono alcune parti di un'automobile: il parafango, un pezzo della parte posteriore. Difficile per chi passa di lì non notare quella montagna di immondizia. Una persona di una certa età ci raggiunge in auto, mentre siamo intenti a discernere i rifiuti antichi da quelli appena scaricati. Ha una faccia seria e grave, che mette quasi apprensione. «Immagino che stiate documentato lo schifo che è diventato il naviglio, vero?». Rispondiamo di sì, quasi sollevati. «Ecco andate pure più in là, verso Ivrea. Qualche camion ha scaricato di fresco, c'è di tutto». Quando gli facciamo notare la presenza di molti rifiuti di provenienza edile, si accalora ancora di più. «Sì, ci sono porte, finestre, deve esserci stata qualche ristrutturazione di recente - racconta -. Io sono anziano e non mi interessa più niente, ma i miei figli qui ci devono vivere». E improvvisamente capiamo che quell'aria grave e seria, era sinonimo di attenzione e preoccupazione. Lo scorso anno la questione aveva sollevato un polverone politico e alla fine il sindaco Sertoli aveva spiegato che gli uffici comunali si erano già attivati per trovare un accordo per lo smaltimento con la Coutenza Canali Cavour che gestisce il tratto. Da quello che risulta, dovrebbe esserci già stato un sopralluogo in settimana, non appena il livello dell'acqua si è abbassato. L'obiettivo è quello di trovare un accordo con l'ente per lo smaltimento degli abbandoni, prima che l'acqua torni a coprire la discarica a cielo aperto. --