Treni soppressi per Torino Bus sostitutivi già strapieni

Vincenzo Iorio / IVREAUn pomeriggio da dimenticare per coloro che domenica scorsa avevano scelto il treno per andare a Torino. Famiglie che rientravano dopo essersi concesse una gita fuori porta in città o nei d'intorni, studenti che raggiungevano il capoluogo per le lezioni universitari del giorno dopo, viaggiatori diretti a Porta Nuova. Il treno che non è mai arrivato è quello delle 15.41, fermo chissà per quale ragione o quale guasto a Nus. Qualcuno aveva promesso loro un bus sostitutivo, considerato che a Ivrea, domenica, non è giunto neanche il treno delle 16.41. Tutti ammassati sotto la pensilina degli autobus di fronte alla stazione ferroviaria. Una cinquantina di persone, quasi tutte con trolley al seguito, che attendeva un pullman che si è palesato in corso Nigra solo intorno alle 18. Troppi però i viaggiatori per un solo bus arrivato già mezzo pieno dalla Valle d'Aosta. Chi non è riuscito a salire è stato costretto così a tornare sulla banchina dei treni ed aspettare il treno diretto per Torino delle 18.41. Tre ore di attesa per percorrere una distanza di 46 chilometri che sulla carta dovrebbe durare 54 minuti «Cosa sia successo non lo so di preciso - racconta il sindaco di Ivrea Stefano Sertoli -. Io sono passato dalla stazione intorno alle 18 per puro caso e ho visto una marea di persone che aspettava l'autobus. Mi sono fermato e ho chiesto cosa fosse accaduto. Ho poi visto l'autista del bus che ha atteso un po' ad aprire le porte per evitare l'assalto alla diligenza». Disagi continuiQuella di domenica, di certo, non è la cronaca di una giornata straordinaria. Il 2022 è cominciato con gli identici problemi dello scorso anno per i pendolari canavesani. Treni in ritardo, troppo piccoli per contenere tutti i viaggiatori, in spregio alle più elementari regole anti contagio. Per non parlare delle fermate soppresse sui treni diretti da e per Torino con l'entrata in vigore dell'orario invernale, delle coincidenze perse e delle sale d'attesa che chiudono alle 20 (vedi Ivrea) e che costringono i viaggiatori ad aspettare il treno al freddo sulle banchine. Mercoledì scorso, per esempio, il treno delle 16.41 diretto da Ivrea a Torino si è inspiegabilmente fermato a Chivasso. E solo dopo 20 minuti dagli altoparlanti hanno annunciato che era meglio correre al binario 1 per salire sul treno diretto a Pinerolo. A tutto questo dal primo gennaio scorso si è aggiunto l'aumento del costo del viaggio, passato per la corsa singola Ivrea-Torino da 5,70 a 6 euro (abbonamento mensile da 101 a 105 euro). Due giorni di scioperoAi disagi quotidiani si aggiungono i due giorni di sciopero del personale di Rfi addetto alla circolazione nelle giornate di oggi e domani. L'astensione dal lavoro, indetto dalle segreterie piemontesi di Filt, Fit, Uilt, Ugl e Fast, sarà dalle ore 21 di mercoledì 23 alle 21 di giovedì 24 febbraio. Per i treni regionali potranno verificarsi cancellazioni o variazioni. L'agitazione sindacale può comportare modifiche al servizio anche prima dell'inizio e dopo la sua conclusione. Servizi minimi garantiti nelle fasce orarie di maggiore frequentazione (dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21). Venerdì 25 c'è invece lo sciopero nazionale della durata di 24 ore del settore trasporto pubblico locale. --