Niente spettacolo carri da getto «Nessun presupposto per la festa»

IVREA Fermi anche quest'anno. Comunque sia, sempre amorevolmente accuditi dai proprietari, gli oltre 120 cavalli che elegantemente sfilano in attacco, pariglia o tiro a quattro, a Carnevale. Per il presidente dell'albo conducenti dei carri da getto Roberto Anselmo, che si avvale dei vice presidenti Dario Bagnod e Bernardino Caserio, Massimo Giglio Tos (segretario), Mauro Moretto (tesoriere), Elisa Anselmo, rappresentante del progetto Violetta per i carri da getto, Paolo Oberto, Giuseppe Favre (consiglieri) e Giovanni Arborio (addetto alle pubbliche relazioni con le squadre aranceri a piedi) non ci sono mai stati grossi dubbi: la manifestazione, vista la pandemia in corso, non poteva che essere annullata. «Non c'erano onestamente i presupposti - dice Anselmo - per uno svolgimento in massima sicurezza. Sono certo che la decisione presa in quel momento, seppur a malincuore e con enorme rammarico da tutti i carri iscritti all'Albo, non poteva che essere quella di un altro stop alla festa. Ad oggi non abbiamo in serbo alcuna iniziativa legata al Carnevale che non c'è, siamo comunque disponibili ad una collaborazione se scaturiranno nuove idee con le altre componenti». «Quello che da sempre ci accomuna - aggiunge - è la grande passione per i cavalli e per il nostro Carnevale e ancora per un anno non riuscire a mostrare la bellezza e l'eleganza di questi animali elegantemente preparati per l'occasione ci demoralizza parecchio». Il futuro? «Al ritorno bisognerà vedere chi ancora sarà ai nastri di partenza e chi no - continua Anselmo -. Saranno, se tutto va bene, passati ormai tre anni dall'ultima apparizione per cui molti cavalli saranno stati venduti, cambiati, ci saranno forse carri che saranno sostituiti da altri. Questo ad oggi non possiamo saperlo. Ci saranno forse ulteriori restrizioni, anche se a questo proposito mi preme sottolineare che i carri da getto hanno già da anni subito una diminuzione. Ricordo che sono solo 35 quelli presenti ciascun giorno. Noi siamo disponibili alla massima collaborazione pur di migliorare la festa, ma è difficile immaginare una battaglia delle arance diversa, il contatto tra tiratori è inevitabile». «Dal punto di vista della sicurezza - conclude Anselmo - è già stato fatto molto e di più sarà fatto. Condurre un attacco in piazza non è facile ma, grazie alla bravura dei conducenti e dei collaboratori a piedi, tutto si svolge sempre con la massima attenzione. Bene anche le vie d'accesso alle zone di tiro, ultimamente sgombre da troppo pubblico, carrozzine e passeggini».Simone Lavezzo è il presidente dell'associazione aranceri carri da getto e sta iniziando il suo secondo mandato. Con lui, nel direttivo, ci sono Giorgio Zanus Fortes (vice), Giacomo Sansone (segretario), Roberto Di Nuzzo, Francesca Masili, Livio Marangon e Andrea Moretto (consiglieri), oltre ad alcuni collaboratori. «Le sensazioni per questo altro Carnevale che non c'è, sono purtroppo le medesime che abbiamo vissuto lo scorso anno: dispiacere e tristezza. Il nostro è un Carnevale completamente diverso da tanti altri cui viene paragonato e bisognerebbe smetterla di compararlo a manifestazioni più piccole o con caratteristiche diverse, che magari consistono prevalentemente in sfilate o spettacoli che possono essere tranquillamente visti seduti in tribuna. Il Carnevale di Ivrea non è questo: la battaglia delle arance, il corteo storico e tutto quanto circonda la manifestazione è un'immensa festa popolare che va vissuta d'impeto e di passione, impossibile pensare a distanziamenti vari». Ad oggi l'associazione aranceri carri da getto non prevede alcuna iniziativa legata al Carnevale che non c'è: «Nulla è comunque ancora deciso se qualcosa di interessante potrà essere fatto oppure organizzato se ne riparlerà più avanti». «Dalla riunione svoltasi a metà ottobre, necessaria dopo due anni di inattività, per chiudere pratiche, quali bilanci e nuove votazioni, non sono emersi disaccordi o malumori per le decisioni prese. Nessuno dei presenti in quel momento poteva sapere che il Carnevale sarebbe ancora una volta stato annullato. La mia sensazione - prosegue Lavezzo - era invece già ben chiara: la festa non ci sarebbe stata vista la situazione della pandemia e io come altri non ci siamo assolutamente sbagliati visto poi il peggioramento constatato proprio nel mese di gennaio». E adesso? «Cominciare a lavorare con tutte le componenti in sintonia per il futuro - conclude -. Come aranceri , temo saremo destinati ad essere particolarmente impattati dalle possibili modifiche legate alla battaglia delle arance. Noi aranceri, spesso criticati, in molte occasioni ci siamo messi in evidenza per le nostre capacità risolvendo situazioni critiche e difficili e ci riusciremo anche questa volta». --Massimo Sardo