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il personaggioDaniela CottoUna lettera piena di rispetto, solidarietà e affetto. L'ha ricevuta Sofia Goggia, la stella azzurra dello sci alpino alle prese con la riabilitazione del ginocchio sinistro ferito nella caduta del 23 gennaio a Cortina. La firma non è quella di un fan appassionato ma delle Fiamme Gialle, il corpo militare dell'olimpionica di discesa che oggi avrebbe dovuto essere la portabandiera dell'Italia alla cerimonia di apertura dei Giochi invernali di Pechino. Sofia non sarà allo Stadio della megalopoli cinese, il famoso «nido d'uccello», e non vivrà le vibranti emozioni dell'evento di inaugurazione. Ma la rincorsa ai Giochi registra ogni giorno un segnale confortante, anche per lei l'Olimpiade si avvicina. Sofia doveva essere il simbolo tricolore anche nella sfilata, ma il destino le ha messo sulla strada uno sgradevole imprevisto. Un altro infortunio. Uno dei tanti della sua carriera. La bandiera la porterà l'amica del cuore Michela Moioli, oro in Corea nello snowboardcross. La Goggia vedrà in tv la cerimonia e rimarrà in palestra per continuare nel lavoro di carico. Il lato positivo è che tutto procede al meglio e la regina della velocità si prepara a stupire: dovrebbe partire domenica per essere in Cina lunedì. Il tempo di smaltire il fuso e testare la neve artificiale e le piste di un'edizione particolare, eccitante per le gare in programma ma pesante dal punto di vista organizzativo - con i trasporti che rappresentano il punto dolente - e condizionata dai mille divieti anti-pandemia. Molti atleti hanno contratto il virus e sono finiti, depressissimi, nei Covid-hotel. Tra gli altri c'è chi è in preda all'ansia e chi reagisce sconfiggendo la paura con l'ironia e con le foto sui social. In questo clima di incertezza Sofia Goggia sta recitando la parte dell'eroina. «Sofi, vorremmo dirti che tu sarai comunque il nostro Alfiere, che terrai alta la nostra Bandiera. Se sarai al cancelletto di partenza di Pechino, ma anche se non ce la farai. Se vincerai, ma anche se qualcun altro, in pista, sarà più veloce. Perché ci rendi fieri, ci unisci intorno alla tua sfortuna ed alla tua forza, e fai sgorgare in noi i sentimenti migliori», si legge nella lettera delle Fiamme Gialle. Goggia incassa questi attestati di affetto e continua con la costanza di un fachiro a torturarsi con gli esercizi per rinforzare il ginocchio, passaggio fondamentale per tornare in pista e sopportare le sollecitazioni a oltre 100 chilometri all'ora. La posta in palio è altissima. Il 15 febbraio è in programma la discesa femminile e la stella dello sci alpino non può, soprattutto non vuole mancare. La squadra di velocità è una delle più forti, un orgoglio per la Nazionale. Da podio sono anche Elena Curtoni, 31 anni compiuti ieri con i festeggiamenti dei volontari al Villaggio olimpico e della sorella Irene, commentatrice per Eurosport. Poi ci sono le sorelle Nadia e Nicol Delago, le giovani leve che promettono allettanti sorprese sulle piste di Yanqing. -© RIPRODUZIONE RISERVATA