L'albergo di via Bettoia salvò le famiglie ebree
calusoLa conservazione della memoria e la conoscenza dei fatti storici sono l'architrave della consapevolezza. Così fa da anni il liceo Piero Martinetti di Caluso in occasione della Giornata della Memoria. Ieri, giovedì 27 gennaio, il solco si è fatto ancora più profondo: per ricordare le vittime dell'Olocausto l'istituto di via Montello, con la collaborazione del Comune, ha presentato al teatro dell'oratorio, il progetto "Salva una storia", e ha scoperto una targa posizionata sulle mura dell'ex albergo che in via Bettoia, aveva ospitato delle famiglie ebree. L'edificio è poi diventato sede della filiale di un istituto di credito.Il lavoro di preparazione è stato lungo: uno staff di docenti ha lavorato dall'anno scorso in alcune classi con la collaborazione della Comunità ebraica di Torino e il patrocinio dell'Istituto veronese per la Storia della Resistenza e dell'Età contemporanea, e della fondazione Fossoli, fino alla stesura del progetto interdisciplinare, in più fasi e in più forme. In pochi sapevano che Caluso, durante la Seconda guerra mondiale sede di un comando tedesco, aveva ospitato e nascosto 22 famiglie ebree di origine serba e croata. Notizie ricercate nell'archivio storico del Comune, ospitato a palazzo Ubertini. D'ora in avanti i loro nomi e le loro storie nessuno li dimenticherà: sono scolpiti in una targa realizzata dagli studenti dell'indirizzo di arte e design scoperta, in via Bettoia, al termine della conferenza. Ne hanno parlato la sindaca di Caluso Maria Rosa Cena, la preside del Martinetti Katia Milano, il presidente Asac di Ivrea Tiziano Passera, e Piera Levi Montalcini, responsabile del centro di orientamento intitolato alla premio Nobel Rita Levi Montalcini. «L'obiettivo - ha sottolineato Milano, - è di formare una coscienza critica contro ogni forma di pregiudizio, indifferenza e discriminazione attraverso lo studio del momento più buio della storia dell'umanità: la Shoah. Il percorso scelto è stato la ricerca approfondita e documentale della storia e della rielaborazione critica ed originale dei dati emersi, anche attraverso la raccolta di documenti ed interviste ad ebrei serbi e croati che tra il 1941 ed 1943, erano internati a Caluso». Ma la giornata della memoria a Caluso dura una settimana. Il calendario si era alzato mercoledì 26: nella mattinata l'aula magna del liceo aveva ospitato la proiezione del video "Baudrà, piccola Sion", realizzato dagli studenti che hanno approfondito un testo del professor Lucio Levi, docente emerito di scienza politica all'Università di Torino che con la sua famiglia visse nascosto per evitare di essere catturato dai nazifascisti. Si proseguirà il 31 gennaio, sempre nell'aula magna: verranno proiettati il video e il wikibook realizzato dagli studenti delle classi quinte. Interverranno lo storico Paolo Momigliano Levi, Aldo Gianluigi Salassa, direttore della rivista di didattica della storia www.novecento.org. Mercoledì 2 febbraio Guido Foà, racconterà la storia del padre Massimo, scomparso nel 2014, che bambino visse nascosto a Prascorsano durante la persecuzione dei nazi fascisti, mentre i genitori vennero catturati. --Lydia Massia