Sarà presentata a Ingria la legge per valorizzare la lingua piemontese
INGRIALa proposta di legge per la valorizzazione della lingua e della cultura piemontese, presentata lunedì scorso, in occasione della Giornata nazionale del dialetto, in consiglio regionale, sarà l'oggetto di un incontro con i rappresentanti della Regione che avrà luogo a Ingria nel mese di febbraio. Un altro evento di rilievo, dunque, si svolgerà in questo Comune montano, tra i più piccoli d'Italia per numero di abitanti (46), che nei prossimi mesi verrà anche visitato dalla giuria internazionale del concorso mondiale Communities in Bloom a cui è candidato per l'Italia insieme ad Alba. A organizzare quassù la presentazione al pubblico della nuova legge è l'autore stesso del provvedimento, ossia il consigliere regionale Andrea Cane, che proprio a Ingria siede anche in consiglio comunale. «Il piemontese - commenta Cane che, inoltre, è il responsabile degli enti locali della Lega Salvini Piemonte - non è solo un dialetto, ma è uno scrigno linguistico e culturale cui è doveroso attingere anche per le nuove generazioni. Il Consiglio regionale del Piemonte in cui siedo, anni fa aveva valorizzato e promosso la tutela delle minoranze linguistiche storiche tanto da promuovere una Consulta per la valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale piemontese e delle minoranze occitana, francese, francoprovenzale e walser, che io intendo fortemente ripristinare». Di fatto, la Regione Piemonte è stata la prima in Italia, già a fine anni Settanta, a dotarsi di una legge per tutelare il suo patrimonio linguistico, legge che poi via via è stata affinata nei decenni successivi. Il Piemonte, in effetti, comprende al suo interno un patrimonio linguistico notevole costituito dalla lingua piemontese nelle sue numerose varianti, da ben quattro minoranze linguistiche e da parlate liguri, nell'alessandrino, e lombarde, nel VCO e Novara. Un patrimonio che, purtroppo, è minacciato, poiché rischiano di scomparire nel giro di alcuni decenni non solo le lingue delle minoranze, ma anche lo stesso piemontese, che pure è maggioritario all'interno della regione. « Sarebbe una sciocchezza perdere un valore pulsante come quello che il nostro piemontese porta con sé - osserva Cane- . Non facciamo i "badòla": questa lingua parla di noi». --Ornella De Paoli