«Chiediamo a tutti un gesto di solidarietà nei nostri confronti»

la protestaIVREA «Chiediamo un gesto di solidarietà». Così il Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche, in una accorata lettera aperta per spiegare le ragioni dello sciopero con manifestazione in programma venerdì 28 gennaio in piazza Castello alle 10,30. «Confidiamo nel fatto che tutti coloro che hanno apprezzato il nostro coraggio e il nostro lavoro - dice Francesco Coppolella, segretario regionale - possano condividere le ragioni della nostra protesta. Migliorare le nostre condizioni di lavoro significa migliorare l'assistenza di tutti».Sulle condizioni di lavoro, molto si è detto e scritto in questi due anni di pandemia. «Le condizioni di lavoro sono diventate inaccettabili - incalza Coppolella nella lettera aperta -. Il peso della responsabilità che poggia sulle nostre spalle è sempre più gravoso, siamo a fianco tutti i giorni con la morte. Da due anni non abbiamo vita al di fuori del lavoro». C'è anche - e non da oggi - un tema economico che torna prepotentemente alla ribalta. «Abbiamo gli stipendi tra i più bassi d'Europa - aggiunge Coppolella -. Ci sobbarchiamo a nostre spese l'assicurazione, la formazione e l'iscrizione all'ordine professionale. Gli applausi e le pacche sulle spalle non ci aiutano ad arrivare a fine mese. La nostra professione è così svalutata che sono pochi a volerla intraprendere e sono molti, invece, quelli che si sono stancati e quelli che la lasciano. Vogliamo poter dare ai nostri assistiti il meglio di noi, della nostra professione. Per poterlo fare, abbiamo bisogno di un corretto rapporto infermiere/pazienti e di vedere riconosciute e sviluppate le nostre competenze. Non vogliamo creare disagio ai cittadini più di quello che stanno vivendo. Vogliamo però - conclude - che tutti sappiano che gli infermieri sono una risorsa fondamentale per tutti i sistemi sanitari del mondo, ma evidentemente non per il nostro Governo e le nostre Regioni. Chi di noi può, si ferma e sciopero mentre gli altri garantiscono servizi essenziali, come sempre abbiamo fatto». --