Una famiglia sempre sul podio Castellamonte dipinta di tricolore
Mauro Giubellini/ castellamonteLa storia dello sport propone bellissimi racconti di genitori che hanno trasmesso ai figli la passione per una disciplina e, unitamente, il talento per raccogliere vittorie e allori. Nel calcio, ad esempio, la classe è passata da padre in figlio nella famiglia Mazzola: Valentino, stella del Grande Torino che morì nella tragedia di Superga e il talento del figlio Sandro, una vera e propria bandiera dell'Inter. Un'altra grande storia è quella dei Maldini. Cesare, pilastro del Milan negli anni '60 e il figlio Paolo, il miglior terzino sinistro degli ultimi trent'anni.Poi ci sono Giovanni Simeone, figlio di Diego, allenatore dell'Atletico Madrid e calciatore di elevato livello e Federico Chiesa figlio del bomber degli anni 90, Enrico Chiesa. Nella formula uno ci sono i Villeneuve (Gilles e Jacques) i Rosberg (Keke e Nico), gli Schumacher (Micheal e Mick); come non citare nel basket Dino e Andrea Meneghin e nel volley Diego Cantagalli e Davide Gardini, figli rispettivamente di Luca e Andrea, due pallavolisti dell'età dell'oro di Julio Velasco. E il Canavese, nella pesca sportiva, può schierare Andrea Giganti e il papà Piero Domenico, 63 anni che nell'arco di una manciata di anni hanno portato il Canavese in vetta a tutte le classifiche .In questo caso, per correttezza, bisogna dire che l'allievo ha superato il maestro perché Andrea, oggi 34enne, sposato e papà di una bellissima bambina, è diventato campione del mondo di pesca alla trota con esche naturali e poi, giusto per non farsi mancare nulla, nei pochi spazi che la pandemia ha concesso, si è cucito sul petto il tricolore di pesca a spinning (esche artificiali) e la Coppa Italia a squadre. Senza contare una lunga serie di gare e trofei: praticamente la vittoria, quando Andrea impugna una canna da pesca e si avvicina ad un torrente, è una sentenza. Ma anche il papà, 63enne, ex veterinario dell'Asl/To4 ora in pensione, non scherza: abbandonato l'agonismo per anni «perché lavoro e famiglia non mi permettevano di seguire tutte le tappe dei campionati» nel 2021 si è tolto la soddisfazione di conquistare il titolo di campione italiano individuale di pesca alla trota in torrente, nella categoria Master, a Chiesa Valmalenco, in provincia di Sondrio. «Ho trasmesso la passione per la pesca a mio figlio Andrea che he ha fatto anche una professione, aprendo un negozio specializzato a Castellamonte. Andrea mi ha a sua volta spronato a riprendere contatto col mondo dell'agonismo . È stata una bella emozione sentire l'inno di Mameli sul gradino più alto del podio in un anno maledetto dalla pandemia - spiega papà Giganti - perché non mi aspettavo di riuscire a farcela. Rispetto a tanti altri amici e concorrenti ho sì partecipato con spirito competitivo, ma la vittoria, il piazzamento, il podio non mi hanno mai condizionato. Né in gara né durante la vita. È bello ritrovarsi tra appassionati in riva a un torrente e praticare insieme uno sport che è anche passione». --