Incognite legate alla quarta dose ma l'Ungheria ha già cominciato

È arrivato il momento di preparare le campagne per la quarta dose del vaccino anti-Covid19? E in tal caso, a quanti mesi di distanza dalla terza? Si può fare con i farmaci attualmente in circolazione o meglio aspettare quelli adattati alla variante Omicron? I governi europei hanno iniziato a porsi questi interrogativi per capire se sia il caso di seguire la strada già intrapresa da Israele e Cile che ha già aperto la campagna per il secondo booster. Al momento non ci sono dati sufficienti per valutare l'efficacia di questa strategia, ma l'Ungheria ha deciso la fuga in avanti. Il governo di Orban ha scelto ancora una volta di muoversi senza aspettare i partner Ue e ha annunciato che chiunque potrà richiedere la quarta dose in seguito a una consultazione con il proprio medico. Nel Paese, al voto a inizio aprile, è previsto un rapido aumento dei casi nelle prossime settimane. Al momento soltanto altri tre Stati dell'Unione hanno approvato l'introduzione della quarta dose, ma solo per i pazienti più vulnerabili. Hanno iniziato la Grecia e la Danimarca, mentre ieri è arrivato l'ok della Spagna per i malati di tumore o per chi si è sottoposto a un trapianto. Le autorità sanitarie sono però scettiche su una somministrazione generalizzata del secondo booster a tutta la popolazione. Un conto è il richiamo per proteggere i più vulnerabili, un altro pensare di poter andare avanti a iniezioni ripetute ogni 3-4 mesi per tutti. -- m.bre.© RIPRODUZIONE RISERVATA