L'ultima lettera ai suoi amati alunni «Siate protagonisti»
Tre anni fa, a giugno del 2018, era andato in pensione scrivendo su Facebook una lettera piena d'amore per quei ragazzi ai quali aveva insegnato per 43 anni Storia e Filosofia. Era un insegnante amatissimo Pietro Carmina, morto a 69 anni, mentre la moglie Carmela Scibetta è nella lista dei dispersi. Una lettera che era un magnifico testamento spirituale, dove diceva che «il magone più lacerante sta non tanto nell'essere iscritto di diritto al club degli anziani, quanto nel separarmi dai miei ragazzi». Quei ragazzi nelle scorse ore si sono sentiti, si sono scritti, hanno postato le foto di classe dell'Istituto Foscolo di Canicattì - il paese dove il professore ha a lungo insegnato -, si sono stretti attorno ai ricordi. Racconta uno dei suoi allievi, Armando Cacciato: «Un film di Lino Banfi poteva diventare argomento di sociologia del lavoro. Il mio più grande rammarico e non avergli potuto raccontare come sono cambiato nel corso di questi anni pensando che ci sarebbe stato un giorno per una rimpatriata, e di come, crescendo, abbia messo la testa a posto, pur mantenendo il "fanciullino" nel mio cuore». Gli fa eco un'altra allieva, Claudia Ingrassia: «A distanza di più di venti anni dalla maturità, lo ricordo ogni volta che penso a qualcuno che ha davvero contato nella mia vita». A loro, a tutti loro, il professore aveva lasciato un prezioso vademecum: «Usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha, non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi: infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita, non "adattatevi", impegnatevi, non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa: voi non siete il futuro, siete il presente». E poi un desiderio: «Vorrei che sapeste che una delle mie felicità consiste nel sentirmi ricordato». --© RIPRODUZIONE RISERVATA