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il casoStefano ManciniINVIATO A GEDDAC'era una volta il circuito cittadino: Montecarlo. L'unico, inconfondibile, iconico. La dimostrazione che la Formula 1 può correre a 300 all'ora tra le viuzze di una cittadina arroccata tra mare e montagne. Se il Gran premio del Principato piace malgrado tante volte si riveli un trenino di macchine che non si sorpassano, perché non replicare lo schema, magari aumentando la velocità e moltiplicando le possibilità di sorpasso? Se lo sono chiesti gli organizzatori: così sono arrivati Singapore e Azerbaigian, mentre il Qatar dal 2023 lascerà il circuito di Losail per trasferirsi tra i grattacieli della Corniche di Doha. Nel fine settimana tocca all'Arabia Saudita. «Il circuito cittadino più veloce del mondo» lo definiscono i pannelli pubblicitari appesi (o da appendere) in quel cantiere aperto h24 che è il contorno della pista. «Sarà tutto in ordine per tempo», promettono gli organizzatori. Alle 16 e alle 19 di oggi scenderà in pista la Formula 1 per le prime due sessioni di prove libere del penultimo appuntamento della stagione. Sarà una gara in notturna sul circuito di Gedda. Verstappen arriva con 8 punti di vantaggio e ha quindi a disposizione il primo match point. Queste le combinazioni favorevoli che gli consentirebbero di ottenere almeno 18 punti più di Hamilton e diventare campione del mondo per la prima volta: se vince con il giro più veloce e Lewis è 6°; se vince e Lewis è 7°; se chiude 2° con il giro veloce e Lewis è 10° o se termina 2° senza giro veloce e Lewis finisce fuori dai punti (dall'11ª posizione in giù). La velocità media è stimata oltre i 250 chilometri l'ora e contenderà il primato a quella di Monza (264, 362 km/h la qualifica 2020 di Hamilton con la Mercedes, mentre Michael Schumacher ha il record in gara, 247,586 km/h nel 2003 in Ferrari). Da pista cittadina sono le barriere in cemento che costeggiano lunga parte dei 6175 metri di tracciato. «Ho provato il circuito al simulatore ed è impressionante la velocità che si raggiunge con i muri così vicini, bisogna essere concentratissimi», spiega Carsten Tilke, figlio di Hermann, il progettista di tutti i moderni circuiti di F1. Ma il tracciato non è la sola preoccupazione dei piloti. C'è la questione dei diritti umani in Arabia Saudita, della lotta alle discriminazioni, dell'inclusione. Vettel organizza una gara di kart per sole donne mentre Hamilton lancia il suo messaggio: «Non è una mia scelta essere qui, credo sia importante cercare di sensibilizzare. Indosserò il casco arcobaleno come testimonianza». --© RIPRODUZIONE RISERVATA