Ivrea, il teatro Giacosa presenta la stagione Debutto a dicembre con Lucilla Giagnoni
IVREA Si è lavorato per tutta l'estate, al Contato del Canavese, per tirare le fila di un lavoro ancora più lontano nel tempo, fatto di contatti da tenere, date da fissare, compagnie da invitare, sempre condotto nell'altalenarsi di speranze, delusioni, attese, illusioni e ansie circa le norme in materia di pandemia, adottate via via dal Governo. Fino a ieri sera, quando, con un sospiro di sollievo, la stagione 2021-2022 del Teatro Giacosa è diventata una realtà ed è stata così presentata al pubblico. E ha avuto un che di liberatorio anche l'ovazione che ha accolto, all'inizio della serata, il direttore artistico Laura Curino, istrionica e mattatrice, come sempre, nel raccontare quella che sarà, ancora una volta, la stagione teatrale degli eporediesi e non solo. «L'abbiamo intitolata Atlanti - ha spiegato Curino - per una serie di motivi che vanno dall'Atlante della mitologia al libro che, da bambini ci ha svelato il mondo, passando per Omero, ma, soprattutto, perché rappresenta la necessità interiore di staccarci finalmente dalla pura fisicità. Abbiamo dovuto, per lunghi mesi, occuparci quasi esclusivamente della nostra corporeità, rinunciare a molte relazioni con gli altri e al ritrovarci nei luoghi dove riflettere insieme sulle storie dell'umanità e sui sentimenti. La nostra libertà di movimento si è immensamente ristretta così anche la nostra libertà di immaginazione. Adesso abbiamo bisogno di ricostruire quelle relazioni, di riprendere energia ridendo insieme, di emozionarci e leggere la nostra stessa emozione negli occhi degli altri, di rivolgere, insomma, lo sguardo verso il cielo, verso qualcosa che non sia semplice materia fisica». «Il teatro - continua il direttore artistico - può restituirci la possibilità di ridere, emozionarci, pensare e immaginare. E se non si può ancora viaggiare troppo in giro per il mondo, esso può farci viaggiare con la mente in altri mondi e permetterci di ritrovarci». In un momento come questo e con simili presupposti la stagione non poteva che essere straordinaria e come tale l'ha svelata, Curino, a partire dalla serata di apertura, martedì 7 dicembre, affidata a una cara amica, Lucilla Giagnoni, una della più grandi attrici italiane, nonché la migliore espressione, insieme alla stessa Laura, del teatro di narrazione, che porterà in scena il suo Vergine Madre. «In questo suo lavoro -ha evidenziato Curino - Lucilla ripercorre le figure femminili nell'opera di Dante Alighieri e con lei usciremo insieme "a riveder le stelle". Sarà un buon augurio per tutti: rivedremo insieme le stelle del teatro». E le stelle non mancheranno: Ettore Bassi con L'attimo fuggente, Massimiliano Gallo e Stefania Rocca con Il silenzio grande, Fabio Troiano e Irene Ferri con La camera azzurra, la scrittrice Michela Murgia nel monologo Dove sono le donne?, I Legnanesi e molte altre. Attesissimi due spettacoli molto particolari: Lettere a Yves, reading-spettacolo tratto da Lettere a Yves Saint Laurent di Pierre Bergé, con Pino Ammendola e con la partecipazione straordinaria di Eva Robin's, e Io, Steve Jobs, di e con Corrado d'Elia che, al Giacosa, anni fa aveva trionfato con il suo intenso Io, Ludwig van Beethoven. Imperdibile, il Concerto del primo dell'anno, tenuto dal Sunshine gospel choir, diretto dal maestro Alex Negro, e imperdibile anche Il rumore del silenzio, testo e regia Renato Sarti, con Curino e lo stesso Sarti, ambientato negli anni difficili del terrorismo che è sfondo a storie d'amore che non finisce col finire della vita. E, ancora, Piccola città, coproduzione Teatro Giacosa-Scuola del Teatro musicale di Novara, per la regia di Gabriele Vacis, e appuntamenti con la comicità, la danza e la musica. «Tra questi ultimi, - evidenziano Mario Liore e Rita Ballarati - spicca Piazzolla Day che vedrà al pianoforte Laura Lanzetti, la nuova presidente de Il Contato del Canavese. Lanzetti ha occupato il posto che fu di Antonello Gotta, prematuramente scomparso nel maggio 2020 e il cui ricordo è sempre vivo nel nostro cuore». --Franco Farnè© RIPRODUZIONE RISERVATA