Chiaverano, i vandali tornano a colpire
CHIAVERANOLo scempio del vandalismo contro la bellezza di uno scenario naturale incantevole. Chiaverano nei giorni scorsi è tornata nuovamente, dopo i casi che si erano verificati lo scorso giugno, a fare i conti con i raid di teppisti, che di certo non sanno cosa siano la sensibilità e il rispetto dei beni pubblici e dell'ambiente. doppio vandalismoMagari con una bottiglia di birra in mano qualcuno si è divertito a rubare delle fioriere di scarso valore che l'amministrazione comunale aveva sistemato per abbellire l'angolo tra via Burolo e via Riccardino. Due giorni dopo i vandali hanno spinto verso il lago Sirio due dissuasori in cemento, cosiddetti "panettoni", tenuti insieme da una catena, che delimitavano il passaggio pedonale nel tratto tra il ristorante Il cigno e il pontile che s'insinua nello specchio lacustre.Da qui la certezza che dovevano essere come minino in tre, in considerazione del peso dei "panettoni". Persone forse arrivate da altri Comuni. Episodi verso i quali il sindaco Maurizio Fiorentini si dichiara "disarmato". Almeno si consola con l'ironia: «Albert Einstein disse che "due cose sono infinite: - osserva Fiorentini - l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi. Ed i due esempi di questi giorni lo dimostrano». i precedentiErano stati identificati invece i minorenni che nel giugno scorso avevano danneggiato il tetto della parrocchia. Era accaduto nella cornice tra la chiesa parrocchiale, ed il parco della Rimembranza. In mezzo una piazzetta con i ciotoli in pietra ed una balaustra in ferro su cui i ragazzini erano saliti per lanciare dei sassi. Erano anche stati divelti alcuni cartelli della segnaletica stradale. L'anno prima lungo la passeggiata del lago Sirio, qualcuno, forse più grandicello, aveva spaccato l'ultimo tavolo da pic-nic in legno massiccio rimasto nell'area verde di proprietà comunale affacciata sulle sponde del lago. Danneggiato anche il pontile.l'iniziativa«Questa volta - aggiunge il sindaco Fiorentini - penso all'azione di adulti, magari ubriachi». Anche perché l'amministrazione comunale aveva dato una risposta concreta a quello che poteva essere l'espressione di un disagio giovanile, post pandemia, organizzando un centro d'incontro riservato ai giovanissimi, e affidato alla cooperativa Agape, nella foresteria del Comune. Il progetto mette a disposizione dei ragazzi, tra gli undici e i diciotto anni, gratuitamente, un luogo sicuro nel quale possono socializzare, realizzare attività educative, ricreative e sportive attraverso l'intervento di operatori specializzati.. Di certo una delle risposte migliori. -- Lydia Massia© RIPRODUZIONE RISERVATA